Cuneo, sparatoria da Far West in banca

Fallito il colpo nel Cuneese: un bandito è scappato, due sono stati feriti. La testimonianza del direttore: <strong><a href="/a.pic1?ID=253860">&quot;Sentivo il sibilo dei proiettili&quot;</a></strong>

Cherasco (Cn) - Cherasco è un pezzo di quell’Italia dove ancora si vive senza le sbarre alle finestre, neanche al pian terreno. Davanti ci sono le prime colline delle Langhe e le vigne del Barolo, ad una manciata di chilometri c’è Bra: dove da sempre succede così niente che è diventata la patria e il simbolo del tirar tardi a tavola. Eppure è qui che alle tre di un pomeriggio di mezzo aprile la violenza dei gangster mette in scena tutta la sua furia, con mezz’ora di colpi sparati ad altezza d’uomo, di ostaggi, di sangue. Il bilancio finale sta tutto dalla parte dei buoni: il bottino della rapina in banca recuperato, due rapinatori feriti, uno catturato, uno che scappa ma che difficilmente andrà lontano. Ma c’è voluto una dose grossa di coraggio e una non indifferente di fortuna. Le sequenze iniziali del film, la scena quasi selvaggia di violenza dentro la banca, è stata immortalata dalle telecamere. «Quando le vedrete - dice un carabiniere - vi si rizzeranno i capelli in testa».

Sono le tre e mezza di pomeriggio in corso Vittorio Emanuele, la strada principale di Cherasco. Nella agenzia del Credito cooperativo entrano in tre, uno sta fuori a fare il palo. Si scoprirà poi che è una «batteria» di veterani della mala torinese, tutta gente in là con gli anni: il più giovane ha 45 anni, il più vecchio ne ha 54 che per un rapinatore è l’età della pensione. Tengono d’occhio la piccola banca da un pezzo, c’è chi un mese fa li ha notati ronzare intorno alla filiale un pomeriggio intero. Ieri l’attacco. Entrano quando mancano dieci minuti alla chiusura. Hanno parrucche, cappelli calati in testa. Ci sono tre impiegati e sei clienti, puntano diretti la cassa, arraffano i primi cinquemila euro, alla riuscita dell’impresa manca solo il gruzzolo nei cassetti della seconda cassa. Ma ecco l’intoppo. Uno dei clienti è un carabiniere in borghese, si mette di mezzo, intanto dalla strada degli operai si accorgono che qualcosa non va e chiamano il 112. Giuseppe Sallustio, maresciallo di Bra, è a casa in tuta ma non ci pensa due volte, prende la Beretta e si infila in banca. E iniziano a volare pallottole, da una parte e dall’altra, tra impiegati e clienti terrorizzati. Un rapinatore viene ferito a una mano ma i complici riescono a prendere in ostaggio il direttore dell’agenzia e fuggono con lui su due auto, naturalmente rubate, una Croma e una Clio. E parte l’inseguimento, sul filo dei 160 all’ora, sui tornanti che scendono da Cherasco verso Bra. Prima una gazzella, poi due, poi tre. Alle porte di Bra la carovana rallenta, e inizia la sparatoria in grande stile.
Sparano i rapinatori, ad altezza d’uomo, sparano i carabinieri. La prima auto dei gangster viene centrata alle gomme. I rapinatori tentano un’ultima fuga: a piedi, facendosi scudo con l’ostaggio.

Ma non vanno lontano, un maresciallo dal sangue freddo, Umberto Lettieri, punta e spara. Uno dei banditi, quello nascosto dietro l’ostaggio, viene centrato ad una gamba e crolla a terra. Gli altri capiscono che non è più aria. Due si arrendono. Uno, nel marasma, riesce a bloccare una donna, la scaraventa giù dall’auto e via, sparisce. Il direttore della banca, stravolto dallo spavento, viene portato in salvo. I due rapitori feriti sono portati in ospedale, il terzo in cella. Basta poco, ai carabinieri, per scoprire di essere davanti a vecchie conoscenze.