Il cuoco famoso che rompe le scatole

Ha 51 anni ed è spagnolo: il suo segreto è trasformare surgelati e cibi precotti in prelibatezze gastronomiche

Dategli una scatoletta di Simmenthal e vi solleverà il mondo. Be’, se non proprio il mondo, vi solleverà l’appetito. Idem se gli mettete a disposizione i bastoncini di Capitan Findus, le buste di Quattro salti in padella, la pizza Bella Napoli della Buitoni e via surgelando. L’autore di questo miracolo si chiama Falsarius Chef e il suo segreto è realizzare grandi piatti utilizzando solo i cibi-pronti del supermercato. Insomma, l’esatto contrario di vostra moglie: che riuscirebbe a cucinare schifezze anche maneggiando caviale Beluga e tartufo bianco d’Alba.
Ma chi è Falsarius Chef? Si tratta di un cuoco «falsario» che per diffondere le sue ricette di cocina impostora (cucina imbrogliona), ha scelto di usare uno pseudonimo e a una maschera da clown con tanto di naso e occhiali finti. Tanto è bastato per trasformarlo, in Spagna, in un mito dei fornelli, più seguito e apprezzato di qualsiasi vero chef iberico; non a caso il quotidiano El Pais ha affidato proprio a lui la rubrica dei «consigli a tavola».
Se Benedetta Parodi spiattella per i telespettatori di Studio Aperto al grido di «cotto e mangiato», Falsarius Chef rilancia dal suo sito www.cocinaparaimpostores al grido di «scongelato e infornato». A giudicare dal fragrante dibattito servito sul blog dello chef falsario (amato perfino dalla moglie di re Juan Carlos), gli spagnoli hanno riscoperto il piacere di mettersi ai fornelli.
Per intortare gli invitati a pranzo o a cena, basta seguire i tre consigli-base di Falsarius: 1) andare al supermercato; 2) comprare scatolette e surgelati; 3) tornare a casa e mettere a cuocere il cibo, avendo l’accortezza di «taroccarlo» per farlo sembrare un intingolo fatto in casa. Ecco il trucco: rielaborare la Simmenthal o i sofficini Findus riuscendo a spacciarli per manzo alla mousse di barolo e merluzzo con crème veloutée di asparagi.
Il Falsarius Chef-pensiero è uno schiaffo a certi cuochi che - come Gianfranco Vissani - in tv si fanno chiamare addirittura «maestri»: «Diciamo la verità: alcuni chef sembrano vivere fuori dal mondo. I piatti che presentano sono impossibili da realizzare dalla gente comune, l’esatto contrario di ciò che propongo io...».
Ma dopo una bella mangiata, è auspicabile (oltre al caffè e all’ammazzacaffè) anche una bella risata. E allora leggete come repubblica.it abbia tentato di trasformare perfino Falsarius Chef in una specie di Travaglio Chef in salsa anti-Berlusconi. «Tra le mie specialità - fa dire repubblica.it al misterioso cuoco spagnolo - c’è anche il “riso alla Berlusconi”. Si chiama così perché, quando si parla di risotti, ci sono molti talebani puristi pronti a saltarti alla gola se non usi il parmigiano o se il riso non è di alta qualità». Ok, ma che c’entra Berlusconi? A tal proposito la cronista di repubblica.it giura di aver ricevuto la seguente risposta: «Evidentemente davanti al risotto alcuni fanno emergere la parte più prepotente di loro. Come veri Berlusconi. Ti invitano a cena per farti provare il loro risotto e poi ti trattano come fa il politico italiano con gli immigrati romeni». Una considerazione che - tanto per rimanere in ambito gastronomico - c’entra come i cavoli a merenda.