Un cuoco italiano per Miller. E dopo Vancouver il sogno degli Us Open di tennis

Vi è anche la cucina italiana tra i segreti che hanno portato lo
sciatore Usa Bode Miller alla medaglia di bronzo nella discesa libera
olimpica di Vancouver. L’ennesima sua incredibile ed inaspettata impresa

Vi è anche la cucina italiana tra i segreti che hanno portato lo sciatore Usa Bode Miller alla medaglia di bronzo nella discesa libera olimpica di Vancouver. L’ennesima sua incredibile ed inaspettata impresa. Il segreto è legato ai soggiorni in Trentino per gli allenamenti nella Paganella Skiarea, ad Andalo. È nata così l’idea di realizzare un «food-bus» cioè di una cucina mobile realizzata per garantire a Miller, Ligety, Sullivan, Cochran e i vari discesisti Usa un’alimentazione ideale nelle tappe di Coppa del Mondo. E in vista dei Giochi, Miller è stato raggiunto a Park City dal suo cuoco di fiducia, partito dalle rive dell’Adige per coccolare anche Oltreoceano il suo campione e garantirgli la migliore alimentazione possibile per Vancouver consentirgli di centrare l’oro olimpico, l’unico traguardo che ancora manca nel suo palmares. Miller lo ha promesso alla vigilia a Marco Dellapiccola, che ha curato i dettagli legati all’alimentazione e a Silvano Bottamedi, presidente dell’Azienda Promozione Turistica di Andalo e della Paganella, poche settimane prima dei Giochi: tornerò dal Canada con almeno un trofeo. Parte della sua promessa l’ha già mantenuta. Nei prossimi giorni avrà modo di completare l’impresa, magari già nella supercombinata o nel superG in programma venerdì. E dalla Paganella è partito l’invito a Miller di tornare anche nel periodo estivo per preparare il suo nuovo grande obiettivo: gli Us Open, il celebre torneo tennistico del Grande Slam in programma da fine agosto a Flushing Meadows, New York.