«Cuore di cane» diventa un musical al Ventaglio

Scienza ed etica al centro della nuova opera

Ferruccio Gattuso

Può un racconto che ha segnato il Novecento trasformarsi in un musical? Può un'opera che ha sfidato la censura del regime più occhiuto della storia, quello sovietico, diventare una pièce fatta di coreografie, balletti e musica? Marco Daverio, autore di Cuore di cane - Il Musical, non ha dubbi.
Il racconto di Mikhail Bulgakov conquista il palcoscenico del Teatro Nazionale - da domani al 23 ottobre - in una veste insolita e si segnala come qualcosa di «altro» rispetto alle passate interpretazioni, cinematografiche e teatrali.
«È il momento giusto per farlo - spiega Daverio nell'autorevole cornice dell'Accademia del Teatro alla Scala, nel cuore di Milano - perché il tema di fondo dell'opera di Bulgakov è il rapporto tra etica e scienza. Siamo appena passati dagli scontri sul referendum, dai netti proclami fatti calare dalle cattedre e dai pulpiti, per non parlare delle paginate sui giornali a proposito della clonazione. La storia dello scienziato che trapianta una ghiandola in un cane trasformandolo in un uomo, assistendo alle sue tragicomiche evoluzioni, e il suo successivo pentimento, mi sembra perfetta per la nostra epoca».
Facile immaginarsi una messa in scena dell'opera di Bulgakov, perfetto esempio del teatro dell'assurdo. Non tanto, invece, pensarla in veste di musical. «E perché? - taglia corto Daverio -. Rileggendo il racconto vi ho trovato quell'ironia e quella follia che, nella dimensione del musical, nella quale la realtà si ferma e si trasforma in musica e ballo, sono un'espressione naturale. Rispetto alla versione del film anni '70 di Alberto Lattuada non è il tema del crollo del socialismo reale e delle sue promesse a vincere, non sono quindi la tristezza e la malinconia a vincere, bensì l'ironia e la follia tinta di comicità. La genialità di Bulgakov fu profetica: questo musical è una risposta a coloro che hanno fatto della scienza il nuovo vitello d'oro, il nuovo idolo».
Una scelta comunque ardita, quella del musical, proprio per l'argomento trattato: «Forse - ammette Daverio - ma è ora di pensare al musical come avviene all'estero, in America soprattutto, dove esistono le più svariate storie, non solo leggere. Il musical può essere culturalmente e musicalmente di altissimo livello. La scelta del tema non deve essere per forza di cassetta».
A rafforzare questo convincimento, senza dubbio, la collaborazione con l'Accademia della Scala, che ha lavorato a scenografie, trucco e costumi. Alla MTS Musical The School, invece, il compito di fornire il cast danzante mentre la musica del compositore Roberto Negri, rigorosamente dal vivo, vedrà un'orchestra diretta dal maestro Andrès Villani.
Caratteristica che rende Cuore di cane un musical completo, nelle intenzioni degli autori, è anche l'estrema attenzione alla componente recitativa, come ci tiene a spiegare il regista Bruno Fornasari: «In Italia la recitazione non viene pensata come un elemento fondamentale nel musical. Io invece, per mia formazione professionale, ho lavorato molto con la prosa e ritengo che, in questo testo come in altri più leggeri, la credibilità dei momenti recitati eviti al pubblico la possibilità di estraniarsi. Il musical è teatro d'illusione, eufemistico, bisogna quindi evitare il rischio della recitazione stereotipata e superficiale».