Il cuore di Cecchetti manager velista tutto casa e cantina

Il «re» del vino di Montepulciano ama il decò e i colori chiari

Antonello Mosca

Andrea Cecchetti è un personaggio straordinario. Laureato in business administration, ha lavorato in tutto il mondo, consulente della Kpmg, ha due passioni la vela e il vino. Ha partecipato infatti a diversi campionati del Mondo, arrivando due volte secondo, e con Vasco Vascotto, skipper del Mascalzone Latino che corre in Coppa America, ha fondato una società che organizza regate veliche gestendo un team di professionisti coinvolti in tutte le regate più importanti del mondo. Nel vino la qualità è tutto: 22 ettari di vigneto nel cuore di Montepulciano. Un personaggio di questo calibro e con questi gusti non poteva non amare la casa. «Ho due progetti a questo riguardo, uno la mia casa nuova di Roma affidata a Guido Ciompi, l'altro la nuova cantina a Montepulciano, che considero la mia vera casa, anche con motivazioni diverse rimangono i due luoghi dove rifugiarsi con mia moglie e i miei figli, ricevere gli amici e pensare a nuovi progetti».
Sono quindi ambienti anche di rappresentanza.
«Certamente sì, sia per conoscenze importanti, sia per ricevere sommelier e intenditori che vengono da ogni parte del mondo».
C'è uno stile che amate maggiormente?
«Il decò, e il futurismo italiano, periodo artistico che rispecchia di più il mio immaginario. Il mio sogno infatti è allestire entro due o tre anni una piccola mostra d'arte dedicata ad opere futuriste inusuali, mai viste, di privati che non le hanno mai esposte, e proprio nella cantina di Montepulciano, che finalmente avrà un grande spazio dedicato alle attività culturali».
Ci parli della sua casa.
«Il denominatore comune delle stanze dove vivo di più è quello della luce naturale, quindi sia nella mia abitazione romana che in quella di campagna dominano grandi vetrate, destinate anche a portare all'interno, oltre al sole, anche i paesaggi attorno, che sono particolarmente suggestivi».
In dettaglio, cosa ci può dire?
«Che la mia camera da letto è dominata dai colori chiari e da un arredo estremamente semplice ma che penso abbia diversi elementi molto raffinati, che il soggiorno, pieno di tinte luminose, si avvale del contributo di tocchi di velluto nero, che la cucina è un luogo davvero tutto hi-tech, nella quale potrebbero lavorare grandi chef e grandi cuochi».
Ha disegnato qualcosa per i suoi interni?
«Credo che le cose più interessanti siano degli armadi, decisamente fuori degli schemi, perché si tratta di piramidi self standing tutte in legno e cristallo. Non amo acquistare mobili o complementi che il mercato offre liberamente, preferisco che ogni elemento della casa, ogni componente sia disegnato appositamente per le mie esigenze, senza preoccuparmi di giudizi che possono venirmi anche da persone più che qualificate nel campo dell'arredo».
L'etnico trova un posticino nella sua casa?
«È un tipo di stile che non amo particolarmente. Però credo che per esempio accanto ad una piscina possa trovar posto, sotto la forma di grandi stuoie, o di mobili in teak prodotti in Africa o a Bali».
La sua casa ideale però dov'è?
«Al mare! Adoro quelle disegnate da grandi architetti come Norman Foster, a piombo su una scogliera e sulle grandi spiagge del Cile. Strutture dure ed essenziali, ma allo stesso tempo armoniche, dove i materiali vengono accostati tra loro a contrasto, come ad esempio il cemento a vista con il cristallo, o le grandi putrelle di ferro che portano superfici in pietre locali. Una casa diversa, lontanissima da quella che abito a Roma o in Toscana, che faccia nascere in me sensazioni diverse, nuove, ma importanti e creatrici di idee e di vita».