Il cuore ferito siamo noi, tifosi blucerchiati

In questi ultimi due mesi sono piovute critiche solo critiche, talvolta giuste e perfettamente centrate, talvolta come il 18 aprile su queste pagine e la sera stessa a Gradinata Sud, esagerate e forse troppo intrise di veleno, perché scrivere che «Marotta e Novellino se ne devono andare» mi è sembrata un’estrema forzatura, scrivere invece che hanno sbagliato in qualche punto, mi sembra onesto e costruttivo.
Sono il primo io a non essere contento, perché seguire la «tua amata» e vederla presa a schiaffi ogni domenica, è terribilmente frustrante, sentire, sabato dopo la partita, il famoso coro «andate a lavorare», mi ha fatto più male del goal di Bresciano, ma non scriverò mai, perché non lo penso, «l’è tutto da rifare».
Gli errori mi hanno insegnato a crescere e a maturare uno spirito critico (spero), credo che questa dirigenza, che poi è quella osannata da tre anni a questa parte e non solo da noi, abbia imparato moltissimo da questa stagione, per cui non può che crescere, o quanto meno non ripercorrere le stesse strade.
La trasmissione «Gradinata Sud» aveva come parterre ospiti piuttosto inviperiti, forse per l’affaire Dossena, forse per diatribe personali con lo staff blucerchiato, che non conosco e che probabilmente neanche mi riguardano, con il dott. Lussana più critico del solito, Graziano Cesari che ha «decretato» tre rigori per il Parma, il prof. Bonaccorsi che sosteneva la tesi del gioco brutto e poco divertente di Novellino, Luca Pellegrini che alla domanda «si salverà questa Samp» ha risposto «di certo c’è solo la morte», e il buon Maurizio Michieli che tentava, con maestria, di dare costruttività a tutta questa serie di affermazioni che cercavano di colpire il cuore della Samp.
Sono andato a dormire confuso e frastornato pensando che IL CUORE della Samp siamo Noi tifosi, quelli che i media definiscono «brutti sporchi e cattivi», quelli che pagano 24 euro il biglietto per la partita di Roma, viaggio escluso, quelli che non mettono affatto la testa sotto la sabbia, quelli che cantano “You’ll never walk alone”, quelli che hanno sempre messo la faccia di fronte alle difficoltà, quelli che se c’è da fare del bene sono in primissima fila, quelli che rendono gli stadi colorati e coreografici, e allora di fronte a tutto questo è giusto fare del male alla Samp?
«Chi è senza peccato scagli la prima pietra».