Il cuore del «Lambe» per il cuore dei più piccoli

Roberta Gallo

Il buon cuore del «Lambe» aiuterà a far funzionare meglio quello di molti bambini ricoverati all'ospedale «Gaslini». Ce l'hanno fatta. Una dura scommessa ma anche questa volta la forza dell'amicizia li ha tenuti uniti e li ha portati ad una grande vittoria. Gli amici di Marco Lambertini, il ragazzo genovese e genoano che si è spento a causa di un infarto quest'estate durante una vacanza in Ecuador, hanno consegnato ieri un monitor per il reparto di cardiochirurgia del nosocomio infantile di Quarto. Il frutto della vendita dell'abbonamento di gradinata Nord del «Lambe», battuto all'asta di E-bay, il cui ricavato è stato quadruplicato, è stato consegnato nella sede del Genoa, a villa Rostand di Pegli. La commovente cerimonia è avvenuta, grazie alla volontà di Dino Storace, alla presenza di un folto gruppo di amici del «Lambe», del papà Mino, di alcuni giocatori della squadra rossoblù, dei medici e di alcuni bimbi del Gaslini.
Al tavolo della conferenza stampa, questa volta, insieme a Marco Rossi, in rappresentanza della squadra del Grifone, la mente e il braccio della gara di solidarietà, Roberto Frixione, insieme alla «tesoriera» del gruppo, Paola Bianchi Musumeci, al papà Giacomo Lambertini, e ai due rappresentanti del Gaslini. Poche parole, sentite, ma di grande effetto. Frixione stempera subito la tensione con una battuta a Rossi «...tieniti largo a destra». Ma poi la sala si gremisce di persone. Giornalisti, calciatori come Barasso, Stellini, Greco, Botta, Criscito. Le parole scivolano via su una persona che ha sempre amato vivere nell'ombra. E, adesso, si trova addirittura ad essere argomento di una conferenza stampa tenuta dai suoi «fratelli» di quartiere, la sua Sestri Ponente e di gradinata Nord.
«Non poteva esserci luogo migliore - dice Roberto Frixione - in cui poter svolgere una cerimonia così importante. Il Genoa per il Lambe era più importante della sua vita, dopo i suoi genitori». Il gesto è davvero grande, come grande era il cuore di questo ragazzo che indelebile resta nella memoria dei suoi compagni di mille avventure. Non finiscono i ringraziamenti da parte dei medici del Gaslini per un'azione così meritoria. Mentre Roberto Frixione continua a parlare, i suoi amici con gli occhi lucidi si stringono forte intorno a lui e a papà Mino, in questo giorno memorabile.
Un abbraccio liberatorio alla fine. Una foto di rito «con i ragazzi» sul campo del «Signorini» mentre papà Mino stringe tra le sue mani il monitor, ultimo gesto della bontà di suo figlio, e lo consegna nelle mani dei medici del Gaslini. Perché molti bambini possano vivere nel nome e nel ricordo del suo Marco, che avrà seguito, incredulo dall'alto, con i suoi occhietti a fessura, una giornata per tutti indimenticabile.