«Cuore di Margherita», tra testi e spiritualità

Maria Vittoria Cascino

da Santa Margherita

Corrado e il suo Cuore di Margherita. Corrado e la sua carriera di avvocato di successo. Corrado e le sue missioni umanitarie. Corrado che ci scherzano con la sua follia, quando De Gregori cantava «ma i pazzi siete voi e tutto questo Alice non lo sa». Corrado che scappa dalle culle che diventano bare, che si ritaglia il suo punto luce nel vicoletto sotto Villa Durazzo. Che butta giallo carico sulle pareti di quel cinque metri per tre in Via Giuncheto 43 e apre la libreria ecumenica Cuore di Margherita. Persa nelle viscere di Santa, nascosta dall’intreccio dei carruggi che se infili quello sbagliato fai il giro dell’oca. Che neanche t’immagini chi ci sia dentro a raccontarti una storia che lui stesso s’imbarazza a ricucire. Perchè Corrado Aguggini mica ci tiene a dirti chi è e chi è stato.
«Le dico tutto della libreria, è qui per questo, no? Lo sa che non ne esiste un’altra in Liguria? C’era qualcosa di simile, ma la direzione era esoterica o clericale. La mia mantiene un buon equilibrio fra le varie anime della spiritualità». Lo guardi, è serissimo con quell’aria da intellettuale che gli fornisce l’alibi della persona giusta nel posto giusto. Macchè. Lo riguardi dietro gli occhialini e muori dalla voglia di sapere cosa a 37 anni lo fa parlare d’amore e spiritualità. Cosa lo rende libero in quella stanza zeppa di libri posti su eleganti scaffali. Dove l’ovatta attutisce il passaggio, dove lo sbarco è un’avventura, dove il coraggio riscatta la follia.
«La libreria è una piccolissima realtà, non è sincretica, ma ecumenica. Chiunque può venire qui a confrontarsi». Ti mostra i testi dei Padri della Chiesa e quelli induisti; vira sulle upanishad vediche, psiscosintesi, Guénon, cabalà, alchimia e storia delle religioni. «È possibile seguire un percorso ecumenico e versatile. L’impatto è con una visione olistica e la spiritualità non è un concetto. Nessuna new age, ma grande esigenza di profondità, di apertura, freschezza e leggerezza. Il passato era pesante e profondo, oggi c’è bisogno di leggerezza».
Lo guardi, ti guarda. Forse ha capito che hai bisogno di capire. Forse voleva risparmiarsela quell’espressione, la solita, che fanno tutti quando comincia a raccontarti che a Santa c’è finito dopo «gli anni della concretezza». Lo preghi di mollare l’aura e di tornare a ieri, quando ventitreenne rampollo della Milano bene si laurea in Giurisprudenza. Ma lui riprova a spiegarti «dell’ossimoro nella ricerca degli esseri umani consapevoli, di un Occidente psicologicamente molto scisso tra spirito e materia e della forbice che però si sta riducendo. Del forte desiderio di ricerca che molti hanno ma non te lo dicono, e lo scopri quando vengono qui e ti parlano». Ma il tuo sguardo è sempre più perso e il suo sempre più rassegnato mentre torna a ieri. Parla cinque lingue e ha visitato 42 Paesi. «Seguo master in Italia e Germania, lavoro come giurista in Francia e Gran Bretagna. Sto sei anni alla Citibank, faccio l’avvocato per Unicredito, passo alla Angelantoni Industrie e poi alla Falck. In tutto una dozzina d’anni di concretezza. Le esperienze fatte a venticinque anni ti fanno capire come funziona il mondo, cosa significa pagarsi le bollette e lavorare sotto padrone. È chiaro che perdi in aulicità, ma acquisti in concretezza. La scelta che feci a maglie strette fu giusta. Nel frattempo coltivavo consapevolezza, cioè sviluppavo l’intelligenza, l’amore verso sé e il prossimo, lavoravo sull’anima».
Un flash rapidissimo su una carriera da vertigini, un successo dopo l’altro, denaro, fama, ambienti giusti «che mi stavano stretti. Stavo male, qualcosa non girava. Passare 10-12 ore insieme a persone con differenti livelli di priorità, magari assorbite dal successo ad ogni costo, diventava impossibile». Chiude con tutte le aziende, si iscrive a lettere e filosofia a Milano e lavora per associazioni no profit cercando di raccogliere fondi per l’Africa, dove va a vivere. Ma non è ancora la strada per una vita più autentica. «La via giusta passa attraverso l’attività di conoscenza», dopo l’Africa arriva la libreria. La inaugura a maggio e crea il sito www.libreria-cuore-di-margherita.com. «L’idea è offrire un servizio alla collettività».
E questa Santa borghese, un po’ conservatrice e un po’ scettica, risponde bene. «Qui ci sono i milanesi da batteria tutti spiaggia e ristorante, ci sono i liguri che più chiusi non si può, e poi ci sono le anime belle che hanno visto nella libreria una chicca, un riferimento per testi e tradizioni spirituali».
C’è Corrado soprattutto che lì s’è ritagliato una finestra sul mondo, «perché abbiamo bisogno di relazionarci con gli altri». Intanto continua a tornare a Milano dove ha famiglia e amici. Continua a fare surf e snowboard. Si sta diplomando in Teologia a Urbino con Aldo Terrin e specializzando in Filosofia Orientale a Rimini. Ti dice che se si è riavvicinato alla Chiesa Cattolica 15 anni fa lo deve a Sai Baba che in India gli ha parlato d’amore. E poi t’inchioda quando confessa che non sa se la libreria è poi quello che vuole. Parla di una casa lontana da tutto dove forse un giorno sceglierà di vivere, «ma è meglio non scriverlo, che fanno presto a darti del folle». Quando il successo e la fama perdono il podio e diventano gradino. Quando ti danni l’anima per uno status che qualcun altro archivia e te la danni ancora di più cercando di capirne il perché.