Il cuore rossoblù non tradisce i tifosi e la città esulta

La festa, la fuga dal Ferraris e i caroselli nel centro della città I giocatori portati in trionfo al termine della gara

Paola Balsomini

La squadra fa il giro del campo. Inizia la festa. Lunghi applausi, i soliti incessanti cori piovono dalla Gradinata Nord. Poi tocca a Preziosi suggellare il Successo. Intanto i supporter rossoblù cominciano un lento, gioioso, esodo. La massa si dirige verso il centro della città. Genova vive. Da mezzanotte in avanti, fino all’alba.
Un salto dal fornaio per la brioche che risveglia il capoluogo ligure, ma prima birra a fiumi, spumante e anche una bottiglia di champagne: «Perché ne vale la pena - dice Alessandro che si è portato da casa un «Crystal» d’annata - erano dieci anni che aspettavo di stapparlo, finalmente ce l’abbiamo fatta».
Altri cori, abbracci, i clacson che risvegliano la Genova che dorme, forse anche la Genova blucerchiata che si è trincerata dietro le finestre chiuse. Quella rossoblù invece è in piazza: da De Ferrari, a via XX Settembre, fino a piazza della Vittoria. L’entusiamo vive tra i bar aperti del centro, ma anche nelle delegazioni più lontane: «Siamo partiti da Pegli». Sono in otto seduti, all’aperto, sul retro di un’Ape che sfreccia per le strade. Una bandiera fissata ai lati, impossibile non notarla.
Poi le famiglie con i bambini, cagnolini con il «vestitino» rossoblù perché «Billy è genoano fin dalla nascita». Certamente lo è il padrone che si è trascinato in piazza con moglie, due figlie e rispettivi nipotini. Ci sono tutti. «Ma il presidente è già arrivato?» Chiedono i più curiosi.
Il presidente c’è, a De Ferrari, sommerso dalla folla che canta: «Abbiamo un presidente» e ancora «Portaci in Europa, Preziosi portaci in Europa». Il Re dei Giocattoli annuisce e promette. Ma questa volta il numero uno rossoblù è anche stato attento a non perdere le scarpe dentro la fontana, come accadde nel giorno della festa del ripescaggio, quando alcuni tifosi gli portarono via le Tod’s del nemico Della Valle. Ieri il sapore della festa era diverso, più gustoso: è serie A. Il prossimo anno di fronte ci saranno Inter, Juve, Milan. E anche la Sampdoria: «Dobbiamo vendicare i tre derby persi l’ultima volta». I tifosi non dimenticano e si alza la standing ovation quando qualche giocatore viene avvistato nei pressi del centro: «Nicola Caccia facci un gol». La notte passa veloce, perché il campionato è stato lungo, troppo lungo, e adesso i tifosi possono godersi in pace questa meritata e sofferta promozione: «Abbiamo rischiato, roba da Grifo». Già roba da Genoa e anche per questo è più bello, indimenticabile. Un’altra avventura sta per cominciare. L’anno zero ha avuto inizio.