Per Cuper non ci sarà un altro 5 maggio: il Parma lo esonera

Prima le smentite, poi la decisione improvvisa: la sfida disperata di domenica affidata a Manzo, allenatore della Primavera. <strong><a href="/a.pic1?ID=261162" target="_blank">Moratti ordina la settimana del silenzio</a></strong>. Chi vincerà <strong><a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=58" target="_blank">lo scudetto? VOTA</a></strong>

Parma - Hector Cuper non riuscirà a far perdere lo scudetto all'Inter per la seconda volta. All'orizzonte, per i nerazzurri, non c'è un altro 5 maggio, perché l'Hombre Vertical non potrà giocarsi la «madre di tutte le partite». Niente Parma-Inter per lui: il presidente degli emiliani, Tommaso Ghirardi, ha deciso infatti ieri sera di esonerarlo, così come aveva fatto a metà marzo con Domenico Di Carlo, e di affidare la squadra ad Andrea Manzo. L'allenatore della Primavera, scuola Milan ed ex marito di Dorina Vaccaroni, avrebbe dovuto affrontare sabato prossimo proprio l'Inter nel ritorno degli ottavi di finale (domenica all'andata i crociati hanno perso a Milano 4-2 con tre rigori contro). Invece domenica sarà sulla panchina del Tardini per decidere le sorti della salvezza e dello scudetto. Nessun commento: il Parma è in totale silenzio stampa (dal presidente all'ultima delle riserve) e da oggi riprenderà gli allenamenti nel centro sportivo di Collecchio a porte chiuse.

Del resto c'è poco da dire, arrivati al termine di una stagione disgraziata che, a meno di un clamoroso finale sancirà la prima retrocessione in serie B, dopo 18 anni ininterrotti di serie A. Tutti gli errori possibili sono stati commessi e la decisione di Ghirardi, che nella mattinata aveva smentito l’idea di silurare il tecnico, sembra la mossa della disperazione. Lui non parla, ma lancia segnali di ottimismo: «Sono più fiducioso oggi di sabato scorso», ha detto dopo il tracollo di Firenze. Forse, licenziando anche Cuper, avrà voluto togliere l'ultimo alibi ad un gruppo di giocatori che non è mai stato squadra e che dovrà assumersi le proprie responsabilità.
I numeri dicono che Cuper ha fatto peggio di Di Carlo: in dieci partite solo due vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte. Ma addossare solo a lui la responsabilità della disastrosa classifica è ingeneroso. Manzo ha pochi giorni per inventarsi la formazione. Mancheranno gli squalificati Rossi, Dessena e Mariga, oltre agli infortunati Bucci, Pisanu, Corradi e Falcone. Da verificare le condizioni di Morfeo e Budan.

Svanisce così l’ultimo sogno dei tifosi interisti, che puntavano su Cuper. «Con noi è in debito di uno scudetto, domenica ce lo dovrà restituire». Ghirardi li ha delusi, preoccupato dalla sceneggiatura del destino: giocarsi la salvezza proprio contro l’Inter. Quando Cuper è arrivato pareva una prospettiva tranquillizzante: l’Inter sembrava già con lo scudetto sulle maglie. Il tecnico faceva spallucce all’ipotesi, ben conoscendo gli incerti del suo destino. Disse: «Il passato non conta, oggi conta solo il mio futuro». Il passato resta una maledizione.