Una cura anti nitrati per l’acqua milanese: «Diventerà più pura»

La Mm: operazione conclusa entro la fine dell’anno. Ma secondo un sondaggio il 94% ha già promosso i rubinetti domestici. Unico «neo»: l’eccessiva presenza di calcare

Daniele Scurati

Basso costo, buona qualità, probabilmente ottima nell’immediato futuro. L’acqua che esce dai rubinetti della città figura degnamente al confronto con gran parte delle minerali in commercio. Per fine anno, poi, un sistema di trattamento (osmosi inversa) permetterà un ulteriore salto di qualità: «Abbatteremo i valori dei nitrati», promette Bruno Rognoni, direttore di Metropolitana Milanese, l’ente gestore del Servizio idrico integrato. Basterà per conquistare quell’83% che preferisce le bollicine?
Stop ai nitrati
Solo l’8% dei lombardi e il 17% dei milanesi beve abitualmente acqua del rubinetto. Un comportamento che l’Arpa giudica «poco comprensibile» in una regione «servita da acqua potabile proveniente da fonti di qualità». La tariffa applicata dall’ente gestore dell’Acquedotto, Metropolitana Milanese, è inoltre tra le più basse in assoluto: 0.47 euro al metro cubo. Praticamente riempire circa 1000 bottiglie costa mille vecchie lire.
«Siamo i maggiori consumatori in Europa di minerale, anche se quella del rubinetto arriva soprattutto da sorgenti o falde e non da fiumi o laghi come altrove - osserva Giuseppe Altamore, autore di Acqua Spa, libro-inchiesta edito da Mondadori -. Milano svolge, poi, decine di controlli ogni giorno, con un’attenzione quasi maniacale». «L’acqua domestica è ottima ma è migliorabile, specie per i nitrati un po’ alti - fa notare Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Qualche prudenza andrebbe riservata se viene destinata all’infanzia».
Ecco il tallone di Achille, i nitrati. Sostanze legate all’uso indiscriminato di fertilizzanti ma anche di natura fognaria. Nel prossimo futuro la situazione, però, potrebbe cambiare radicalmente. «A fine anno ci sarà un’acqua nuova - annuncia Bruno Rognoni, direttore di Metropolitana Milanese -. Entrerà in funzione l’osmosi inversa alla centrale Gorla. E prima dell’estate sarà la volta della Suzzani. Contiamo così di abbattere i valori in eccesso».
Come verificare le variazioni dei parametri? Sulla bolletta. Molti cittadini ignorano che da qualche mese vi sono riportate anche le analisi dell’acqua divise zona per zona (4 in totale, più Corsico). «Bisognerebbe mandarla all’utenza privata e non a quella condominiale - afferma Lucia Moreschi, presidente regionale del Movimento Difesa del Cittadino - perché se l’amministratore non comunica i dati agli interessati, nessuno sa che acqua beve».
Dove è più buona
Alcalina, oligo-medio minerale, povera di sodio. L’identikit tracciato dalle ventimila rilevazioni annue è un’acqua ideale per un uso quotidiano, tendenzialmente più adatta per chi soffre di acidità di stomaco o di ipertensione. Ma ci sono zone dove la qualità è meno ottimale? «A Nord-est - spiega Edgardo Valerio, direttore del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asl - il problema storico sono cromo e nitrati. A Nord-ovest le criticità sono dovute ai solventi, di natura industriale, e ai pesticidi, legati all’agricoltura. A Sud, per la conformazione della falda arriva un po’ di tutto, ma diluito. La questione cloro è invece superata: oggi si va verso la sua totale eliminazione grazie al sistema di disinfezione a ultravioletti».
Acqua, dunque, migliore nella cintura meridionale, verso Corsico? «In generale questo è vero, ma non c’è correlazione assoluta - precisa il dottor Valerio -, dato che la circolazione è ormai unitaria. Di notte, per esempio, delle 30 centrali attive in realtà ne funzionano solo otto. Il maggior pompaggio arriva, comunque, da Sud-ovest, da Baggio e Assiano». Ma qual è il giudizio dei cittadini? Secondo un'indagine di customer satisfaction effettuata dalla Mm, l’acqua domestica è promossa dal 94% dei clienti: qualità sufficiente per il 34%, buona per il 51%, ottima per l’8%. Unico neo, lamentato dal 75% degli intervistati, l’eccessiva presenza di calcare.