Cura Di Bella, il figlio è sicuro «La sperimentazione ripartirà»

Giuseppe, medico come il padre: il ministro Storace è d’accordo, sarà riprovata

Si torna a parlare di metodo Di Bella nella cura dei tumori. Lo fa Giuseppe Di Bella, figlio del professor Luigi, il primo oncologo a proporre la multiterapia per contrastare il cancro. Dopo la sperimentazione fallita nel '97, oggi la cura è ancora utilizzata in Italia. «Cento dottori la praticano su circa 15mila pazienti - spiega il medico -. Questi specialisti si sono associati nella Sibor, la società italiana di bioterapia e oncologia razionale che si riunirà a congresso sabato a Milano». Le Regioni dove sono concentrati gli sforzi maggiori sulla multiterapia sono Lombardia e Lazio.
Di Bella annuncia di aver raggiunto un accordo con il ministro della Salute, Francesco Storace, per un riesame della multiterapia da parte del Consiglio superiore della Sanità. «Durante la sperimentazione - conferma l'oncologo - furono commessi numerosi errori. Certificati dalle indagini del pm di Torino, Raffaele Guariniello, e dai Nas di Firenze. Ai malati furono somministrati medicinali scaduti e tossici: in molti soggetti furono trovate elevate quantità di acetone, composto cancerogeno che danneggia il fegato. Inoltre i soggetti scelti erano già allo stato terminale e quindi il metodo inventato da mio padre non poteva avere alcun effetto. Quindi riteniamo la sperimentazione totalmente non valida».
Perplessità supportate da una serie di confronti di dati. Con l'uso della somatostatina, abbinata a retinoidi, melatonina e vitamine, le possibilità di sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti aumentano, secondo ricerche pubblicate dal Medical British Journal. «Le percentuali reali con le cure attuali sono al 29 per cento dopo 5 anni dall'operazione - spiega Di Bella -. E la chemioterapia da sola non può funzionare, perché lo Stato la impone? Con la multiterapia sui tumori polmonari le possibilità di sopravvivenza aumentano del 2-300 per cento. Se un paziente al terzo stadio con la chemioterapia può resistere al massimo un anno, con il metodo Di Bella arriva fino a tre anni. E questa cura è importante soprattutto nella prima fase del tumore perché, grazie alla somatostatina, blocca “i rifornimenti” alle cellule tumorali, impedendone l'espansione». La Sibor annuncia prossime pubblicazioni sull'efficacia della multiterapia su sarcomi e tumori del pancreas.
Con l'accordo tra il ministro Storace e Giuseppe Di Bella si potrebbe riaprire il capitolo della sperimentazione per la multiterapia. «Il Consiglio superiore della Sanità ci ha chiesto le cartelle cliniche dei nostri pazienti - dice il medico -. Ma sono le stesse persone che nel '97 hanno concluso il periodo di prova dicendo che il metodo Di Bella non è scientifico. Quindi io questo volta voglio mettere delle condizioni precise. Un gruppo dei nostri studiosi dovrà partecipare all'intero percorso perché questa volta vogliamo risultati validi e attendibili».
A partire dalle basi che identificano una terapia scientifica. «Che sono - continua Di Bella - la presenza di letteratura medica e di esperienza clinica. Sono decine di migliaia le pubblicazioni in cui si parla degli effetti dei diversi elementi della multiterapia: somatostatina, retinoidi, melatonina e vitamine. Inoltre le esperienze dei medici che usano il metodo Di Bella sono già state inviate a Roma. Per la sperimentazione servono invece razionalizzazione e gruppo di controllo, due elementi fondamentali che mancavano nel '97. Per questo noi chiediamo la partecipazione attiva di un gruppo dei nostri medici. Non vogliamo essere “sabotati” un'altra volta».