«Cura Di Bella: i giudici possono autorizzarla»

Via libera ai malati oncologici, che si affidano al «protocollo Di Bella», e che vogliono ottenere dal giudice ordinario un provvedimento di «urgenza» per ottenere gratuitamente, dal Servizio sanitario nazionale, la fornitura dei farmaci per questa controversa terapia. Lo ha deciso la Cassazione che ha stabilito la competenza del giudice ordinario per questo tipo di richieste. Con questa pronuncia della Suprema Corte, è stato respinto il punto di vista, diffuso tra le Asl, in base al quale simili domande giudiziali, in tema di libertà di cura, sarebbero di competenza della giustizia amministrativa, che ha tempi molto più lunghi di quella ordinaria. E, soprattutto, ha più a cuore gli interessi della pubblica amministrazione, anche per motivi di bilancio, anziché i diritti soggettivi dei cittadini. La sentenza della Suprema Corte ha accolto il ricorso di una malata che si era rivolta al Tribunale di Melfi, nel 2001 al fine di avere gratis il cocktail di farmaci.

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