Per «curare» il Duomo servono 40 milioni

I privati conquistano le guglie del Duomo. E non solo fisicamente. Perché se ogni settimana oltre 100mila persone visitano il monumento simbolo di Milano, sempre più aziende private decidono di investire nel suo restauro. Per rimettere in sesto guglie, statue, bassorilievi, e in particolare la Guglia Maggiore, quella che sorregge la Madonnina, vero e proprio simbolo della città, da oltre un anno circondata dalle impalcature del Politecnico. Tante le imprese private che stanno contribuendo al restauro e alla sostituzione di circa cento statue e rilievi che rendono unica la superficie della guglia (i lavori sono iniziati nel 2010 grazie all’accordo con Regione, Comune, Provincia, e ai fondi di Arcus, società legata al Ministero dei Beni Culturali). Tramite la Camera di Commercio di Milano, le imprese lombarde hanno già stanziato 365mila euro. E ora arrivano anche i francesi, con Renault, che proprio ieri ha annunciato il suo contributo al restauro della guglia della Madonnina. La casa automobilistica francese, che parte oggi da Milano con il tour promozionale per le nuove auto elettriche a emissioni zero, ha scelto il Duomo anche perché ben si sposa alla sua nuova campagna verde. Spiegano infatti dalla Veneranda Fabbrica del Duomo: «Lo smog ha reso poroso il marmo, lo corrode facendolo sembrare cemento e lo fa sgretolare, perché la cattedrale non era stata concepita per sostenere l’inquinamento». Certo, per riportare all’antico splendore la Guglia Maggiore ci vorranno 9 milioni di euro (ad oggi si è arrivati a un terzo). E per riportare il monumento a un stato «decente» entro il 2015, ce ne vorranno 40. Se a nessuno di noi il Duomo sembra così «malato», è perché dopo la pulitura, la facciata è tornata in ottima salute. Ma si tratta di un intervento di facciata, appunto. Perché le cose da fare (e rifare) sono tante, a partire dalla terrazza centrale, il punto più critico dopo la guglia, perché le vecchie falconature causano infiltrazioni. Il tutto in nome della sicurezza, e della «remise en forme» in vista dell’Expo. Per fortuna, nonostante la crisi, l’attenzione degli imprenditori alla cultura sta diventando sempre più consistente, tant’è che oltre uno su due dichiara che la sua azione di responsabilità sociale in iniziative culturali è rimasta uguale, e per uno su 9 è aumentata. E nella top ten dei monumenti storici c’è il Duomo, che crea un indotto di oltre 80 miliardi di euro. Se ne è parlato ieri nel corso di un convegno di Camera di Commercio di Milano. Da cui è anche emerso che fra gli imprenditori lombardi che promuovono la responsabilità sociale, uno su cinque sostiene la cultura.