Come curare i cardiopatici anziani portatori di danni coronarici acuti

Tra qualche mese, in aprile o in maggio, partirà uno studio controllato condotto su settecento pazienti anziani (dai 75 anni in su) con sindrome coronarica acuta. Lo studio sarà condotto in parallelo dal Gise (Gruppo italiano di studi emodinamici) e dalla Federazione italiana di cardiologia. Durerà due anni. I due presidenti - Attilio Maseri per la Federazione e Stefano de Servi per il Gise - intendono studiare a fondo questi soggetti, distribuiti in 50 sedi, per stabilire come trattarli. La loro età, infatti, comporta patologie associate al danno coronarico e aggrava il quadro clinico.
Alla domanda rituale (intervento chirurgico o terapia farmacologica?) tutti i cardiologi che parteciperanno allo studio daranno risposte scientificamente dimostrabili. Oggi in Italia sono 250 i centri di emodinamica, pubblici e privati, che aderiscono al Gise e sono più di 1.500 i cardiologi che partecipano al congresso annuale del gruppo, che vede crescere ogni anno le sue attività: alla classica angioplastica coronarica (ne sono state eseguite centomila nell’anno 2005) si alternano sempre più frequentemente le valvuloplastiche riguardanti specialmente l’aorta. Nei suoi trentadue anni di vita, il Gise ha perfezionato gli interventi di angioplastica coronarica, rendendoli più sicuri. Dice il suo presidente: «Con la collaborazione dell’Istituto superiore di Sanità stiamo seguendo diciassettemila pazienti già sottoposti ad angioplastica. Pubblicheremo i risultati di questo studio, chiamato “Oscar”, alla fine di quest’anno».
Ma quanti sono, in Italia, i Centri che possono eseguire un corretto intervento di angioplastica coronarica? Il Gise sta effettuando questo censimento in tutte le regioni italiane. A questi Centri si richiede una apertura senza interruzioni: ventiquattro ore su ventiquattro.
È molto utile, spesso indispensabile, la loro diffusione sul territorio. Solo in questi Centri supertecnologici, infatti, si riescono a curare ed a guarire pazienti scompensati o aritmici che sono al contempo portatori di altre patologie altamente invalidanti.