Curdi in lotta anche con l'Iran

Un conflitto "nascosto" ma potenzialmente esplosivo come quello con i turchi. In corso combattimenti al confine

Roma - I ribelli separatisti curdi nascosti nel Kurdistan iracheno sono impegnati non solo sul fronte turco ma anche su quello iraniano. Una battaglia simile a quella combattuta sul confine turco è infatti in corso lungo la frontiera tra Iran e Iraq, riferisce oggi il quotidiano statunitense New York Times.

Si tratta di un conflitto «potenzialmente esplosivo», commenta il giornale, come quello con i turchi. I guerriglieri curdi compiono imboscate, uccidono i soldati iraniani e si ritirano nei loro nascondigli in Iraq. Questi ribelli appartengono al Partito per la vita libera in Kurdistan (Pjak), e hanno stretti rapporti con il Pkk (il Partito dei lavoratori del Kurdistan), il gruppo armato che combatte contro i turchi. Ma mentre il Pkk è considerato dagli Stati Uniti un gruppo terroristico, il Pjak ha avuto «colloqui diretti o indiretti» con funzionari americani, riferiscono comandanti curdo-iraniani. E la scorsa estate il leader del gruppo, Rahman Haj-Ahmadi, si è recato addirittura in visita a Washington, sebbene non sia chiaro chi abbia incontrato.

Biryar Gabar, un dirigente del Pjak, ha confermato che c’è un «dialogo normale» con gli americani. Anche l’Iran accusa gli Stati Uniti di sostenere la guerriglia curda, ma le autorità militari americane negano ogni coinvolgimento. La verità «è che le forze Usa non stanno assistendo o addestrando il Pjak», ha detto Scott Rye, un portavoce militare a Baghdad.