Cure più accessibili per tutti e ovunque

Si sta chiudendo un anno molto complesso e le previsioni per il 2014 non sono rosee. A fronte di un momento difficile sia dal punto di vista economico che sociale e a fronte di un sistema legislativo in continua evoluzione, Sandoz (società del Gruppo Novartis che sviluppa, produce e distribuisce farmaci equivalenti e biosimilari) risponde alle difficoltà con grande energia, mettendo sempre al centro del proprio lavoro il paziente. Scelta che rappresenta anche la mission aziendale, declinata in strategie che assicurino a tutti la possibilità d'accedere ai farmaci di cui hanno bisogno, ovunque si trovino. Come racconta Manlio Florenzano, ad di Sandoz: «La nostra aspirazione è essere il primo fornitore di farmaci di qualità e a prezzi contenuti, per assicurare accesso alle cure nel lungo termine al più ampio numero di persone in tutto il mondo». In Italia, Sandoz commercializza un ampio portafoglio di farmaci equivalenti, per tutte le principali aree terapeutiche: sono circa 200 i principi attivi (disponibili in 450 formulazioni) che l'azienda distribuisce in modo capillare in tutto il Paese. «Tra i nostri punti di forza - specifica Florenzano - è da evidenziare la differenziazione del portafoglio prodotti - una strategia perseguita anche a livello globale - che ci permette d'essere sempre pronti a rispondere alle richieste di pazienti e medici con un'offerta in continua evoluzione». Negli ultimi anni, infatti, Sandoz ha lanciato sul mercato italiano prodotti branded per gli specialisti di ginecologia, dermatologia, oftalmologia e nel campo del dolore cronico. Da non dimenticare inoltre i biosimilari, l'anima biotecnologica dell'azienda: oggi Sandoz, con tre prodotti lanciati, detiene una quota pari a circa il 50% del mercato mondiale.
«Le terapie biotecnologiche - continua Florenzano - svolgono oggi un ruolo decisivo nella tutela della salute, in particolare nel trattamento di patologie gravi e croniche come il diabete o le malattie reumatiche più degeneranti, nonchè nell'area oncologica». Il principio attivo di questi trattamenti è ricavato a partire da organismi viventi quali virus, batteri o cellule, attraverso l'ingegneria genetica. Questi farmaci però hanno lo svantaggio di costare moltissimo. Con il biosimilare invece, una volta scaduto il brevetto del farmaco biotecnologico di riferimento, è possibile ottenere ampi margini di risparmio e maggiore accesso alle terapie per un maggior numero di pazienti. Negli anni futuri, grazie a un numero sempre maggiore di molecole biotech in scadenza, la disponibilità di biosimilari aumenterà: una prospettiva che sposa al meglio l'auspicio di Sandoz di poter rendere i farmaci sempre più accessibili all'interno di un sistema sanitario sempre più sostenibile.