La Curia: «Un gesto sbagliato di disprezzo»

Sentenze europee e gesti individuali «dimostrativi». Il crocifisso è al centro di un attacco quasi quotidiano. La storia del Badoni di Lecco è significativa, ma a difendere la presenza del Cristianesimo nello spazio pubblico intervengono la politica e le istituzioni ecclesiastiche. La Curia fa intervenire il responsabile della Pastorale giovanile, don Carlo Luoni: «Se è andata così - ha commentato - è un gesto di disprezzo, illecito e sbagliato. Come insegnante mi fa riflettere».
Ieri, dopo il caso di Lecco, la Lega ha invocato subito provvedimenti disciplinari contro il professore. Il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, coordinatore della segreteria leghista ha chiesto al ministro per l’Istruzione Mariastella Gelmini un suo formale «intervento nei confronti del suddetto professore responsabile dell`accaduto». «Il gesto commesso da questo professore - ha osservato Calderoli - è assolutamente odioso e blasfemo, in quanto non si è limitato soltanto a rimuovere il crocifisso dal muro ma lo ha addirittura gettato nel cestino per i rifiuti. Ma, al di là della posizione personale, e delle implicazioni religiose, esiste una legge ed i professori dovrebbero essere di esempio in positivo e certamente non in negativo nei confronti dei loro giovani studenti».
Giulio Boscagli, lecchese, esponente cattolico del Pdl ed assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà sociale, si chiede «che tipo di consistenza pedagogica abbia un insegnante che si comporta così». Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea contro la presenza del crocifisso nelle scuole, oramai per l’assessore è evidente che «c’è una minoranza che fa del vilipendio al simbolo cristiano il tema di una battaglia frontale contro la presenza del Cristianesimo nella nostra società». Quanto alla sanzione che il preside lecchese ha in mente di applicare all’insegnante che si è reso protagonista dell’episodio, Boscagli è comprensivo: «Non conosco gli strumenti di cui dispone un preside. Se applicasse davvero dieci giorni di sospensione mi sembrerebbe una bella sanzione. Io comunque mi preoccuperei del rapporto che c’è fra insegnante ed alunni».
La Curia di Milano, sotto la cui giurisdizione territoriale ricade anche Lecco, richiama gli interventi «molto forti» che nelle ultime settimane l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha pronunciato a difesa del crocifisso.