La Curia: niente funerali per l'omicida-suicida

La diocesi di Taranto: "La legge ecclesiastica proibisce le esequie ai peccatori manifesti, tra cui chi attenta alla propria vita o a quella altrui". Oggi nella Concattedrale l'ultimo saluto alla moglie e alle due figlie

Taranto - Non ci saranno funerali per Enrico Brandimarte, di 48 anni, il medico tarantino che due giorni fa ha ammazzato la moglie e le due figlie prima di suicidarsi. Per lui, la Curia diocesana ha deciso che sarà solo impartita la benedizione alla salma, insieme con una preghiera funebre. Questo, perché - spiega la Curia - "la legge ecclesiastica proibisce le esequie ecclesiastiche ai peccatori manifesti, tra i quali vanno annoverati coloro che attentano alla propria vita e a quelli altrui, in specie se vi sono legami naturali e familiari". La decisione di impartire comunque la benedizione - fa sapere ancora la Curia - è legata al fatto che per Brandimarte sussistono dubbi a proposito delle sue perfette facoltà psichiche.

Le vittime Si svolgono oggi nella Concattedrale Gran Madre di Dio i funerali della donna e delle due ragazzine uccise a martellate dal loro marito e padre due giorni fa in un appartamento al sesto piano, in via Gobetti, in una zona periferica di Taranto. Le vittime - Annamaria Fanelli, infermiera professionale di 43 anni, e le due figlie di 11 e 15 anni - sono state uccise da Brandimarte, 48 anni, chirurgo vascolare dell’ospedale "Santissima Annunziata" di Taranto. L’uomo, dopo la mattanza, si è reciso le arterie femorali con un bisturi, ed è morto dissanguato. Era affetto da depressione, ma il 27 febbraio scorso era anche stato rinviato a giudizio per molestie sessuali: anche per questo, i litigi con la moglie erano diventati talmente frequenti che era stato costretto ad andare a vivere da solo, nella casa al mare, la stessa nella quale una ventina di anni fa si era suicidata sua madre.