La Curia spara a salve su Don Gallo

Ferruccio Repetti

Il cardinal Bertone? No, non poteva immaginarlo. E Bertinotti? No, neanche lui l’aveva previsto. D’altronde, come facevano a indovinare? A tanti l’arcivescovo di Genova e il leader Fausto di Rifondazione avrebbero pensato, ma via!, non a due «don», come concorrenti di Romano Prodi alle primarie autunnali del centrosinistra-che-più-a sinistra-non-si-può. E invece, dopo la discesa in campo annunciata nei giorni scorsi (anche se non ancora ufficialmente confermata) di don Andrea Gallo, «prete di strada» della Comunità di San Benedetto al porto, ecco che ieri è arrivata la notizia della candidatura di don Vitaliano della Sala, il sacerdote irpino ribelle, paladino dei no global, rimosso tre anni fa dal vescovo di Montevergine d’Avellino da prevosto della parrocchia di Sant’Angelo a Scala, ma sempre pronto a sposare le tesi più ardite e meno sacre. Entrambe le candidature, comunque, dovranno ricevere il necessario imprimatur dall’assemblea dei rappresentanti del «movimento» che si terrà a Genova alla fine di questa settimana: una scelta quasi obbligata per la città capoluogo della Liguria eletta, dopo i giorni del G8 del 2001, capitale dei no global, e governata - come sottolinea anche in ferie il sottosegretario agli Affari regionali, Alberto Gagliardi - dal «sindaco no global» Giuseppe Pericu. Tant’è che, al momento di decidere il luogo dell’investitura di don Gallo e don Vitaliano, i loro grandi elettori - fra gli altri, Luca Casarini e don Luigi Ciotti - non hanno avuto dubbi: «Genova sia» hanno detto subito. E Genova sarà, con l’arrivo in questi giorni del variopinto stuolo di pacifisti in servizio permanente effettivo, pronti a far sentire tutto il peso della loro autorevolezza per influenzare anche le primarie dell’Unione. Giochi fatti, dunque, per le due tonache in lizza contro tutti? Oddio (sarebbe il caso di dire), qualche dubbio resta. E riguarda soprattutto l’atteggiamento delle rispettive (...)