Curiamo noi chi fa turismo per salute

(...) per gli eventuali degenti della struttura ospedaliera dedicata alla «sua amatissima madre». So bene che all'impresa, in questo settore, s'accompagna sempre lo spirito solidaristico: sono nipote del fondatore di Villa Montallegro, figlio e nipote di chi l'ha gestita per anni e mi trovo da oltre dieci anni a occuparmi in prima persona di questa struttura sanitaria privata. Il problema è però un poco più vasto ed è stato recentemente trattato in modo molto approfondito in un convgeno organizzato dalla sezione Sanità di Confindustria Genova. Mi spiace che il Giornale, spesso così attento a quanto accade in Liguria, abbia ignorato quell'evento. Il tema, politico e sociale (ma anche finanziario), è quello del cosiddetto «turismo sanitario», cioè dello spostamento di moltissimi liguri, per motivi di cura, in altre località: il depauperamento che ne segue riguarda sia le nostre (della Regione, cioè dei liguri) strutture sanitarie e, anche, i conti (in rosso) della sanità pubblica. Se molti liguri cercano medici e ospedali al di fuor della Liguria significa ovviamente qualcosa. Che, per esempio, l'immagine degli ospedali pubblici è in qualche caso appannata, ma anche che qui da noi (a differenza di quanto accade in altre regioni) non si è voluto o saputo trovare un'integrazione tra i servizi sanitari pubblici e quelli privati. Lei conosce senza dubbio molto bene il dibattito sull'accreditamento e sul convenzionamento. Ancora oggi, in un periodo storico in cui tutti si dichiarano «liberisti», chi investe nella sanità in Liguria viene visto come un diavolo. Per questo stesso motivo, La devo quindi ringraziare per le belle parole da Lei spese nei miei confronti («chapeau!») pochi giorni. E dunque non auspico certo che venga demonizzato anche il Principe Alberto. Tutt'altro. Attenderei, invece, dal Suo giornale un'attenzione maggiore e approfondita ai temi della sanità ligure. Che non può, mi scusi, risolversi con un bell'articolo tra il gossip e il promozionale (a vantaggio del «tursimo sanitario» dei liguri) per un ospedale privato monegasco. Verificare per esempio il perché la politica ligure sia sempre stata così poco avveduta da non rendersi conto che «anche» le strutture private possono far parte di un'offerta sanitaria di qualità. E verificare quanto si sta discutendo per risolvere il fenomeno delle «fughe», come è accaduto la settimana scorsa in Confindustria. Non credo di chiedere troppo, anche a nome di una completezza d'informazione che i Suoi lettori, come me (e i nostri Ospiti che ricevono ogni «complimentare copy de il Giornale»), senza dubbio meritano. La saluto cordialmente.
*amministratore delegato

Villa Montallegro