Curiel, una tradizione secolare

Una storia di moda che dura cento anni. Linee e tessuti innovativi in rispetto della tradizione. Motivo d’orgoglio, per Raffaella e Gigliola Curiel, poter continuare il mestiere di famiglia iniziato da Ortensia, prozia materna che già all’inizio del Novecento portò a Trieste per le sue raffinate a aristocratiche clienti dell’impero austroungarico, i modelli della Couture francese, da Poiret a Vionnet. Delfino di Ortensia fu Gigliola, la madre di Raffaella che rinnovò lo stile italiano con quel suo famoso «Curiellino», un vestito passepartout da giorno e da sera, impegnato e non, apparentemente formale ma terribilmente femminile.
«È ancora più gratificante, ormai da circa dieci anni, potere uscire alla fine di ogni sfilata tenendo per mano e dividendone l’emozione con mia figlia Gigliola che è stata l’ago equilibratore fra l’esperienza vissuta con la mamma e il mondo attuale: una sollecitazione quotidiana esaltante fra due generazioni e il futuro», spiega Raffella Curiel al termine della sfilata della collezione primavera-estate 2007 tenutasi nella Sala delle Colonne del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci», il cui ricavato è stato devoluto all’Airc, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro di cui è presidente Bona Borromeo. Sempre legata anche alla Croce Rossa Italiana, sezione femminile, la Lella - così chiamata dagli amici - non si è mai dimenticata anche dell’ente internazionale che per il 21 maggio ha indetto l’annuale concerto straordinario al Teatro alla Scala con la London Symphony Orchestra diretta dal Maestro Myung Whun Chung con musiche di von Eber, Mozart e Brahms. La sua generosità va di pari passo con la creatività della maison di corso Matteotti: uno stile inconfondibile volto all’attenzione minuziosa dei particolari, della ricerca dei tessuti e degli abbinamenti di materiali antichi armonicamente miscelati con quelli moderni. Le lavorazioni sartoriali in questo caso non sono d’altri tempi, le ore di mano d’opera non sono cambiate anche se è un settore in via d’estinzione che la Curiel cerca di non far morire. Sempre sensibile all’arte, colta, Lella e Gigliola hanno voluto ispirarsi anche all’Aida creando costumi dallo sfondo dorato riccamente lavorati, il risultato sono stati molti capi d’ispirazione tra civiltà occidentali e orientali, di seta, mousselines, cady, organza in tinta unita, jacquard o stampate, ricchi di drappeggi e a volte molto semplici dai colori bianco e nero, blu e arancio, un abito da sposa ispirato alla «calla», il fiore, un vero gioiello. Acconciature di Vanoni e Coppola by L’Oréal, calzature Mariani, cappelli Gallia & Peter e bijoux Giuggiù. Cocktail e risottata a casa Curiel hanno concluso la serata mondana.