Curino vuole una stanza per sé

Viviana Persiani

La settimana teatrale milanese si apre, come da tradizione in questo periodo estivo, all'insegna del cabaret, grazie alla rassegna Idroscalo in festa.
I milanesi potranno ridere grazie alla performance di uno dei comici più amati del piccolo schermo e dai meneghini in particolare: Enrico Bertolino. Sul palco dello Spazio Tribune, l'artista intratterrà il pubblico con «una satira critica, pungente, spesso autoironica, e sempre legata all'attualità». Vari i temi toccati dal monologo di Bertolino: dal panorama politico del Paese allo stress che caratterizza il capoluogo lombardo, dai luoghi comuni più diffusi agli atteggiamenti più buffi delle persone; senza tralasciare uno dei personaggi più cari del suo repertorio, ovvero il muratore bergamasco che in meno di un amen ti tira su un muro.
Al Teatro di Verdura, mercoledì, è in cartellone Una stanza tutta per me, di e con Laura Curino. Lo spettacolo parte dalla domanda posta da Virginia Woolf, nel '29, nel suo Una stanza tutta per sé: «Le donne hanno un'anima?». Quesito che diventa punto di partenza per un altro interrogativo: «Le donne possono fare letteratura?» Se Shakespeare avesse avuto una sorella più dotata di lui, cosa sarebbe successo? Lo spettacolo si immagina un tragicomico viaggio immaginario attraverso la vita di quelle donne che hanno deciso di fare della scrittura la propria vita.
Per la rassegna «Da vicino nessuno è normale», giovedì andrà in scena Cruda bellezza, coreografia e regia di Tiziana Arnaboldi. È uno spettacolo che parla di ingiustizia. Racconta la storia di Isabel, una ragazza angolana che a quattordici anni lascia il suo paese in guerra per raggiungere la Svizzera. Come recita la locandina, sulla scena si susseguono parole, respiri, silenzi e la mappa delle emozioni dei danzatori-attori, che si aprono ad un teatrodanza in cui il corpo è riflessione e poesia, fonte di continue risorse in un permanente altalenarsi tra realtà e desiderio, tra sogno e vita. A fare da contrappunto alla presenza pregnante dei corpi, le immagini video del regista Mohammed Soudani che con sensibilità porta in scena sguardi, ricordi e memorie di luoghi in cui è ancora possibile trovare un riscatto dove la natura, nella sua infinita bellezza, riconfermi la possibilità di una vita più giusta.
Il giorno successivo, l'ex Ospedale Pini ospita Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, di Giuseppe Cederna mentre sabato terzo appuntamento settimanale della rassegna con Indemoniate! Interpretato da Massimo Somaglino e la partecipazione di Francesca Versori e i pupazzi di Belinda DeVito, elaborazioni musicali e luci di Claudio Parrino. Siamo nella primavera del 1878 a Verzegnis. Improvvisamente, sette ragazze manifestano sintomi strani: deliquio, contorsioni, urla scomposte, imprecazioni, perfino suoni animali. Invece che passare, in un anno la crisi coinvolgerà una quarantina di altre donne, anche maritate e mature. Piuttosto che capirne le ragioni, le autorità preferirono reprimere fino all'arresto di 17 «indemoniate» e il loro internamento nel manicomio di Udine.