Cursi (An): «Sul caso Umberto I un’audizione speciale»

Il senatore chiede che si faccia luce sulle responsabilità del degrado della struttura universitaria

«Un’audizione speciale sul “caso Policlinico” per fare luce sui responsabili del degrado della struttura ospedaliera». La chiede il senatore Cesare Cursi (An), vicepresidente della commissione Sanità del senato per non spegnere i riflettori sulle situazioni troppo controverse che ogni giorno vengono raccontate sul nosocomio universitario. «Dinanzi alle vicende che animano il panorama sanitario possiamo permetterci di affermare che sembra di assistere alla puntata quotidiana di una popolare quanto noiosa telenovela - dice -. Mentre invece induce profonda preoccupazione quel velo sottile che si sta cercando di mettere sopra alla ricerca delle responsabilità sullo stato di incuria del nosocomio. Per domani è stata convocata la commissione parlamentare d’inchiesta sul degrado sanitario dove chiederemo esplicitamente l’acquisizione di verbali del Nas intervenuto nelle ispezioni e l’audizione inderogabile, oltre che del ministro Livia Turco anche del presidente Piero Marrazzo, del preside di Medicina Luigi Frati e dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia per conoscere le misure intraprese e se, tra queste, si cela il famigerato progetto di ristrutturazione».
È risoluto Cesare Cursi quando analizza i passaggi che hanno animato in questi mesi quello che dovrebbe essere l’iter attuativo della ristrutturazione del complesso. «I lavori di rinnovamento e rifacimento dei padiglioni sono stati annunciati in varie occasioni nell’ultimo anno, ma ora per accelerare la posa della prima pietra le istituzioni ci avrebbero informato di attendere il passaggio degli immobili dal Demanio all’azienda ospedaliero-universitaria - precisa -. Qui si apre un’altra storia romanzata sulla tempistica: il ministro dell’Università Fabio Mussi parla di qualche mese per la trafila burocratica di rito, l’assessore alla Sanità Battaglia assicura che entro febbraio sarà tutto fatto. Mi chiedo se forse si sono dimenticati che, per completare il trasferimento degli immobili, si debba ricorrere a un decreto. I tempi si allungherebbero ma ci auguriamo che così almeno i lavori di ristrutturazione dei tunnel sotterranei possano partire». Vale a dire che quella che doveva essere la «cura Montaguti», più che far decollare il valore della struttura, va a denigrare il personale. «Quel personale medico e infermieristico che malgrado le difficoltà operative - chiosa il senatore - continua a portare il proprio apporto professionale ogni giorno con profonda dedizione». Ma l’esponente di An ci tiene a precisare che è l’intero capitolo sanità che diventa sempre più fonte di confusione e sconcerto: «Si parte dal “toto-tagli” ai posti letto, al “toto-ticket” sulla farmaceutica, alla “toto-apertura” di nuovi ospedali. Ormai è necessario dare a cittadini e operatori un punto univoco di riferimento con precise scadenze che prevedano anche la possibilità di controlli e di monitoraggio, essendo la salute dei cittadini un valore da rispettare e da tutelare».
E non mancano le critiche, con tanto di compiacimento, alla notizia divulgata qualche giorno fa del ministero della Salute riguardo alla rivisitazione da parte del governo, della tassa fissa dei 10 euro sulle ricette specialistica e diagnostica: «Sono la dimostrazione dell’incapacità gestionale di questo esecutivo». Un esecutivo che Cursi definisce troppo di parte perché «mentre vuole stigmatizzare per i primari e i capi-dipartimento il ritorno all’esclusiva consente ai medici in servizio a Palazzo Chigi, di poter lavorare anche fuori. Così recita un capoverso della Finanziaria Prodi».