«In curva né rossi né neri. Solo criminali»

Il leader catanese dell’organizzazione di destra Forza Nuova: «Da tre anni le frange estreme del tifo sono in mano ai delinquenti»

nostro inviato a Catania

«Ho ritirato le ultime celtiche e le bandiere con la nostra effigie perché quel posto, la curva nord, è ormai in mano alla delinquenza organizzata. Non voglio che ci si speculi sopra. Basta parlare di Effenne alla stadio, di tifosi neofascisti. Gli ultrà etnei che fanno riferimento al nostro movimento non sanno cosa sia la politica. Tutte minchiate…».
Giuseppe Montalto, leader catanese dell’organizzazione d’estrema destra Forza Nuova, spegne sul nascere ogni indiscrezione su una eventuale infiltrazione a fini partitici.
La curva del Catania, al pari di quella della Lazio o di altre del Nord-est, è considerata fra le più «nere» d’Italia e quindi vicina alla vostre posizioni.
Alcune frange del Catania come di tantissime altre componenti ultrà vengono etichettate come neofasciste solo perché qualcuno espone simboli, srotola determinati striscioni, fa cori in favore del saluto romano di Paolo Di Canio. Ci si inorridisce di ciò ma non si tiene conto che la stragrande maggioranza di quei tifosi con la politica vera non hanno niente a che fare, e con noi in primis visto che pubblicamente abbiamo preso le distanze. Senza contare poi che al riscontro elettorale tutto questo ritorno di consensi non c’è. Al contrario, però, non ci si scandalizza in ben altre situazioni…
Di cosa parla? A chi si riferisce?
Prendete, che so, le curve dichiaratamente comuniste del Livorno, del Perugia o quella del Cosenza. A loro tutto continua a essere permesso. Lì gli slogan e le bandiere scimmiottano le Brigate rosse, inneggiano alle foibe, rivendicano i vandalismi dei centri sociali, fischiano i caduti di Nassirya o l’inno d’Italia. Il centravanti livornese Lucarelli può impunemente salutare col pugno chiuso e nessuno si scandalizza. Non bisogna essere di parte in queste cose: se la politica infetta le curve, bisogna allargare gli orizzonti. Ma dirò di più: anche dove comandano i rossi, in realtà comandano altri. E comunque non è un problema che riguarda Forza Nuova, specie su Catania.
Perché?
Perché se all’inizio qualche nostro esponente in curva ci andava, è da tempo che preferiamo andare a fare il tifo per il rugby, per l’Amatori Catania. Siamo volutamente fuori dallo stadio per scelta. Ho vietato la vendita di bandiere con le celtiche e di gadget in curva, io stesso non ci vado più a vedere la squadra del cuore, la mela è marcia da almeno tre anni: ripeto, dentro la Nord comanda la criminalità organizzata, le cosche dettano legge e hanno gioco facile con un mucchio di ragazzini affascinati dall’idea di giocare, ogni domenica, alla guerra. Ci sono fenomeni di bagarinaggio, di corruzione, gira droga. Il bullismo è a livelli pazzeschi, nella scuola di mia moglie giusto l’altro ieri hanno fatto esplodere una bomba carta nel corridoio: l’autore aveva quindici anni. È una situazione molto particolare che con la politica non c’entra assolutamente nulla. Ma fa comodo a tanti, per il balletto partititco finalizzato a non risolvere mai niente, ridurre tutto all’infiltrazione di Forza Nuova che cerca adepti tra gli ultrà (che poi nemmeno la votano!)
Che ne pensa di quello che è successo l’altra sera nel derby?
Penso che siamo arrivati al capolinea. Il nostro affetto va alla famiglia del poliziotto ucciso, un servitore dello Stato che è morto per l’idiozia di tanta gente che non si è resa conto di aver oltrepassato il limite. Se prima c’era una sorta di contrapposizione (sbagliata) con altre tifoserie, adesso l’obiettivo è esclusivamente quello di centrare un poliziotto con un sasso o una bomba carta. Ed è vergognoso. Occorre riflettere su questo e non su una celtica sfuggita ai controlli. Nei nostri cortei o nelle nostre manifestazioni vi sfido a trovare un ultrà. Facciamo che il povero ispettore non sia caduto invano, estirpiamo il male vero dalle curve, rosse o nere che siano: lì comanda la delinquenza, sempre, ovunque e comunque.