CURVA SUD E TRIBUNA

In questi giorni di bufere giudiziarie, alla prova c’è anche l’opposizione. Intendo il senso stesso dell’opposizione. La domanda è semplice: è opposizione urlare, sbraitare, correre dietro al giustizialismo più deteriore e dare credito a gente che non riesce a mobilitare più di venti persone alle sue manifestazioni, solo perchè attacca la sinistra?
E ancora: è opposizione cadere nel giustizialismo più becero, dimenticare ad un tratto la presuzione di innocenza e magari attaccarsi a intercettazioni che meriterebbero solo il cestino?
In una parola: è opposizione cavalcare i peggiori istinti giustizialisti?
La mia risposta, chiaramente, è no. E devo dire che quella straordinaria famiglia che siete voi, nostri lettori, l’ha capito benissimo: abbiamo pubblicato le uniche due lettere di protesta, peraltro arrivate dal sito internet. Per capirci, è la sede dove spesso (non sempre, per carità), si sfoga gente che il Giornale lo legge solo gratis, magari protetta dall’anonimato telematico, magari di sinistra. Anzi, probabilmente di sinistra, visto che è giustizialista.
L’avete capito voi, così come l’ha capito benissimo la stragrande maggioranza degli esponenti del Pdl, che ha dimostrato di avere appreso la lezione. Ad esempio, chiedendo le dimissioni di Marta Vincenzi perchè ha governato male e non ha fatto nulla in un anno e non per le vicende giudiziarie del suo braccio destro. Ad esempio, dimostrando la propria diversità rispetto alle squallide tricoteuses di sinistra, eredi dirette di quelle che stavano imperturbabili in prima fila davanti alla ghigliottina, continuando a sferruzzare a maglia mentre le teste saltavano.
Tutti noi combattiamo contro la terribile cappa di potere della sinistra che occupa ogni spazio occupabile a Genova e in Liguria. Ma combattiamo con le armi della politica, non con quelle non della giustizia. E tantomeno con quelle del giustizialismo. Ad ognuno il suo lavoro. E questa è roba da magistrati.
Da un lato, la nostra posizione è inevitabile per un serio convincimento etico. Il moralismo che si ciba di intercettazioni e di mostri quotidiani non è il nostro pane e, nemmeno sforzandoci, riusciremmo. Lo lasciamo volentieri ai moralisti al pesto che abbondano in città. Magari senza averne titolo, come accade spesso ai moralisti.
Ma la scelta della via politica e non giudiziaria all’opposizione è data anche dai risultati. (...)