Da Custoza al socialismo seguendo le ragioni dell’educazione e dell’onore

Edmondo De Amicis nacque a Oneglia (Imperia) il 21 ottobre 1846. La sua fama è soprattutto legata al romanzo Cuore, uno dei testi più popolari della letteratura italiana per ragazzi (uscì il 17 ottobre 1886, primo giorno di scuola, ed ebbe subito un grande successo, oltre 40 edizioni in pochi mesi e traduzioni in decine di lingue). A 16 anni De Amicis entrò all’Accademia militare di Modena, dove divenne ufficiale. L’idea della vita militare come positivo metodo di educazione rimarrà sempre assai viva in De Amicis, affiorando a più riprese nella sua opera. Nel 1866 come luogotenente partecipò alla battaglia di Custoza e assistette alla sconfitta patita dai sabaudi a causa dell’incapacità dei comandi. A Firenze, dove si era recato per servizio, scrisse su questi temi e sulla propria esperienza una serie di bozzetti, poi riuniti nella raccolta La vita militare (1868) pubblicata per la prima volta su L’Italia militare, organo del ministero della guerra. Lasciato l’esercito divenne inviato per La Nazione di Firenze, assistendo tra l’altro alla presa di Roma nel 1870. In questo periodo le sue corrispondenze andarono a formare i libri di viaggio Spagna (1872), Ricordi di Londra (1873), Olanda (1874), Marocco (1876), Costantinopoli (1878-79), Ricordi di Parigi (1879). Negli anni attorno al 1890 De Amicis si avvicinò poi al socialismo fino ad aderirvi nel ’96. Questo mutamento di indirizzo è visibile nelle sue opere successive, in cui presta molta attenzione alle difficili condizioni delle fasce sociali più povere e vengono completamente superate le idee nazionalistiche che avevano animato Cuore. Abbiamo quindi libri come Sull’oceano (1889), sulle condizioni dei poverissimi emigranti italiani, e poi Il romanzo di un maestro (1890), Amore e ginnastica (1892), Maestrina degli operai (1895), La carrozza di tutti (1899). Le ultime cose che scrisse furono L’idioma gentile (1905), Ricordi d’un viaggio in Sicilia (1908), Nuovi ritratti letterari e artistici (1908). Morì l’11 marzo 1908 a Bordighera.