Cutrufo, appello per un reale decentramento

Gli interventi di Fiori e Rotondi

«Per una politica di valori»: all’insegna di questo slogan la Democrazia cristiana ha aperto ieri la campagna elettorale con una grande manifestazione al cinema Capranica alla quale hanno partecipato il segretario nazionale Gianfranco Rotondi, il presidente Publio Fiori e il candidato a sindaco di Roma Mauro Cutrufo. «In un momento come quello attuale in cui tutti i partiti si allontanano dai valori di riferimento, smarrendo così parte rilevante della propria identità - ha detto Fiori aprendo i lavori - la Democrazia cristiana intende riaffermare con forza le ragioni di fondo del suo rinnovato impegno all’interno della società nazionale».
«Il richiamo a questi valori non può essere uno slogan elettorale - ha proseguito il presidente della Dc - ma deve assumere la forma di precise proposte programmatiche come, ad esempio, l’aggancio delle pensioni alle retribuzioni, un piano-casa che consenta a tutti la proprietà dell’abitazione e una strategia di sviluppo economico che rilanci l’occupazione per i giovani in un quadro di economia sociale di mercato». «Un programma - ha concluso Fiori - che restituisca un’anima alla politica per recuperare quello spirito di rinascita morale ed economica di cui la Dc è già stata protagonista nel secondo dopoguerra».
«La competizione con gli altri candidati fino al primo turno sarà come delle vere primarie perchè a scegliere chi sfiderà il sindaco, una volta arrivati al ballottaggio, saranno i cittadini», ha detto dal canto suo Mauro Cutrufo. «Da parte mia - ha aggiunto - so di avere il miglior curriculum come amministratore di questa città, una città che amo e per la quale mi batto da anni perchè le venga riconosciuto il suo ruolo di Capitale d’Italia. Essere Capitale, del resto - ha continuato Cutrufo - prevede compiti tutti speciali, e una organizzazione del territorio che tenga conto del fatto che il Comune di Roma amministra un territorio grande come quello di Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Napoli, Bari, Catania e Palermo messi insieme. Il XII municipio, per fare un esempio è grande come tutta la città di Milano; è ovvio che per governarlo abbia bisogno di poteri speciali».
«La soluzione - ha spiegato ancora il candidato della dc per le autonomie - è che lo Stato si faccia carico dei problemi di una Capitale che ogni giorno è al servizio dello Stato, e che il Parlamento comprenda finalmente la necessità di una vera grande riforma per Roma».
Cutrufo ha poi affrontato l’argomento dell’elezione diretta: «Grazie a questa legge - ha detto - i sindaci si trovano a gestire un potere enorme assieme al proprio esecutivo, e il consiglio comunale è svuotato di ogni potere decisionale: il sindaco di Roma, ad esempio, gestisce un patrimonio di 12mila miliardi di euro. È evidente che bisogna trovare un equilibrio, restituire poteri esecutivi ai consigli e dare reali poteri anche ai presidenti dei municipi. Se diventerò sindaco - ha annunciato Cutrufo - chiamerò in giunta i presidenti dei diciannove municipi almeno due volte al mese. Ogni municipio dovrà disporre di un bilancio proprio e una sorta di segretario generale a gestirlo, e il sindaco avrà un ruolo di sovra-autorità, come avviene del resto nelle altre Capitali europee».