Cyrano alla Corte parla di poesia e di pene d’amore

Debutta martedì prossimo al Teatro della Corte «Cyrano di Bergerac» di Edmond Rostand con Massimo Popolizio nel ruolo del protagonista. Repliche fino a domenica 22 novembre. Inizio 20.30.
Prodotto da Teatro di Roma per la regia di Daniele Abbado, lo spettacolo è interpretato, al fianco di Popolizio, anche da Stefano Alessandroni, Roberto Baldassari, Luca Bastianello, Giovanni Battaglia, Luca Campanella, Dario Cantarelli, Simone Ciampi, Andrea Gherpelli, Marco Maccieri, Elisabetta Piccolomini, Mauro Santopietro, Viola Pornaro, Carlotta Viscovo, Davide Lora. Scene di Graziano Gregori, autore anche dei costumi insieme a Carla Teti.
Cyrano de Bergerac è stato subito, sin dal suo apparire sulle scene parigine nel 1897, un grande successo che diede al suo giovane autore, allora non ancora trentenne, una clamorosa fama internazionale. La fortuna sulla scena del Cyrano de Bergerac - ispirato alle gesta del poeta, spadaccino e libero pensatore Savinien Cyrano de Bergerac, realmente vissuto nel Seicento - ne ha fatto uno dei testi teatrali più «popolari» del Novecento, cavallo di battaglia di tanti grandi attori, sia sul palcoscenico, sia sul grande schermo.
Ultima gloriosa espressione dell'eroe romantico ottocentesco, il protagonista di Cyrano de Bergerac rivela i tratti essenziali della sua natura già nel primo atto, ambientato all'interno del teatro Hotel de Bourgogne, quando il «guascone» amore per la bravata lo spinge a impedire una rappresentazione solo perché vi recita un attore a lui antipatico; mentre il naturale estro poetico lo induce a comporre una ballata nel corso del duello con un gentiluomo che si è ribellato alla sua prepotenza e la vocazione sentimentale della sua anima mal si nasconde nel silenzio di cui circonda l'amore per la cugina Roxanne. Il resto, poi, è tutto un precipitare di eventi: l'incontro con Christian amato da Roxanne, il ruolo di suggeritore assunto da Cyrano nelle loro scene d'amore, l'assedio di Arras e la morte di Christian, gli anni che passano, le visite alla cugina in convento e la tegola gettatagli a tradimento, lo spegnersi infine dell'eroe nelle braccia della donna sempre amata.