D’Adderio: «Stiamo calmi, ma si può sognare»

«Non c'è stato alcun miracolo. Ho solo applicato la regola che seguo da sempre. Lavoro ed equilibrio. Il resto è venuto da sé, con il gruppo». Fulvio D'Adderio, 49 anni, molisano, allenatore dello Spezia è pragmatico. La sua gestione, iniziata il 18 ottobre alla 9° di andata e con i play out a un passo, ha riacceso l'entusiasmo nella piazza levantina.
Da due settimane, a 12 turni dal termine della stagione regolare, gli aquilotti sono in vetta. Hanno 40 punti e guidano il Girone A di Seconda Divisione, l'ex C2 con 3 lunghezze di vantaggio su Pavia e Sudtirol, seconde. E adesso la promozione diretta in Prima Divisione non è più un sogno anche se D'Adderio rimane con i piedi ben piantati per terra. «Penso nel lungo e vorrei che la squadra facesse lo stesso», ripete il tecnico succeduto ad Attilio Lombardo, dimessosi lo scorso autunno.
D'Adderio come si sta in testa alla classifica?
«Con tanto equilibrio. Quando sei in cima devi pensare solo a una cosa, a reggerti ancora più forte. Lo sport mi ha insegnato questa regola che io applico sempre e che insieme al lavoro produce i risultati».
Una rinascita dello Spezia?
«Non proprio. Nel calcio contano due cose. Il lavoro e gli obiettivi. Personalmente ho iniziato un cammino con la squadra cercando di non fare rivoluzioni. Ho adottato un piano di lavoro con un intenso volume di training fisico e tattico basandomi sul gruppo».
Come ricorda le prime tre settimane e le altrettante sconfitte?
«Come l'inizio del nostro cammino. Non le cancello. Hanno fatto parte del lavoro che ho intrapreso con la squadra. Anche quelle ci hanno insegnato molto permettendoci di trovare il giusto assetto».
Quale il un punto di svolta?
«Se devo essere sincero no. Non c'è stata una vera svolta. Personalmente non mi piace usare questa frase nello sport. La sterzata vera e propria è stata il cammino che il gruppo ha fatto insieme e che con il tempo ha prodotto i risultati».
Da giocatore ha avuto anche un passato di avversario dello Spezia. Come si è trovato in questa piazza così calda?
«Ottimamente. I tifosi sono attaccati alla squadra e rispettano il lavoro e il sacrificio. Io faccio altrettanto verso questa maglia che incarna anni di storia e di fede calcistica e che merita ogni volta il massimo impegno».
Arriva una settimana di sosta. Poi si riprenderà il 14 febbraio a Vercelli. Come vede il rush finale?
«Impegnativo. Ci sono almeno 6 squadre che possono dire la loro fino alla fine. Per questo dobbiamo stare sempre attenti e equilibrati. Penso che Sudtirol e Pavia, che sono direttamente dietro di noi a tre punti, insieme a Legnano e Rodengo Saiano compongano il team che si giocherà il campionato. Ma non escluderei l'Alghero che si può inserire e nemmeno il Feralpisalò».
Insomma la vetta non deve far perdere la rotta?
«Mai. Siamo contenti ma sempre equilibrati. Questo è quello che mi ha insegnato lo sport in tutti questi anni».
Martedì sono giunti due rinforzi Elia Chianese per il centrocampo e Matteo Santoni per la difesa. È partito Roberto Bischeri. Che pensa?
«Che sono arrivati due ragazzi che possono darci una mano inserendosi nello spirito che guida il nostro gruppo».
Infine fuori dal calcio Fulvio D'Adderio cosa fa?
«Sono un padre di famiglia che ha i suoi a Roma. Nel tempo libero mi piace la fotografia ma ammetto che da quando sono a Spezia ho avuto solo una mezz'ora per fare qualche scatto».