D’Alema copia Burlando: le case scippate non si bocciano

E Plinio propone un nuovo censimento degli immobili

Paola Balsomini

Il disappunto, inevitabile, andava bene. Ma quando si è trattato di portare in consiglio la mozione del gruppo capitanato da Matteo Rosso per stabilire chi sta con Rifondazione e chi contro, allora il presidente della Regione Claudio Burlando ha preferito bocciare il voto palese. Perchè «prendere in prestito» le case sfitte dei genovesi non è un’idea molto popolare, soprattutto in tempo di elezioni. Ma per evitare una spaccatura ancora più palese, soprattutto in tempo di elezioni, è meglio «chiudere qui la questione». E così il presidente dei Democratici di Sinistra Massimo D’Alema, ieri a Genova, tappa di propaganda, ha preferito seguire la stessa linea di Burlando con un «lasciamo perdere» esaustivo. Perchè se la boutade dei consiglieri del Prc Giacomo Conti e Marco Nesci alla fine non si è rivelato affatto uno scherzo di Carnevale, con la proposta che è stata ripresa anche da altre regioni, è comunque difficile approvare in toto, e davanti a centinaia di persone, una proposta tanto inverosimile.
Alla fine, quindi, a mantenere la stessa posizione è solo il Prc, che nel frattempo non ha gradito la reazione di Burlando. La spaccatura, insomma, c’è ma è meglio non farlo sapere. E così se i duri del Prc chiamano il presidente della Regione «borghese antipopolare» ecco che dall’opposizione cercano soluzioni, un pò più realizzabili, al problema case. Ieri il gruppo regionale ligure di Alleanza Nazionale ha presentato un’altra mozione urgente, dopo quella del gruppo capitanata da Matteo Rosso ma respinta, con cui si chiede alla giunta di far effettuare al più presto un censimento di tutto il patrimonio abitativo pubblico. Lo scopo: individuare alloggi sfitti, o occupati abusivamente in modo tale da poterli assegnare alle tante famiglie liguri aventi diritto. «Invece di requisire le case private - spiega il capogruppo Gianni Plinio - come vorrebbero fare i veterocomunisti di Rifondazione sarebbe più opportuno procedere celermente al censimento delle tante case popolari sfitte o occupate abusivamente magari da zingari o da immigrati clandestini, al fine di riassegnarle agli aventi diritto». Il problema case, in effetti, esiste a causa anche di un aumento dell’immigrazione. Un problema che però è da ricondurre soprattutto alla cattiva gestione da parte del Comune: «Ricordo che, in occasione di sopralluoghi effettuati al Cep di Prà, alle “Lavatrici“ ed alla “Diga“ di Begato - ha proseguito Plinio - numerose erano le segnalazioni di situazioni di questo genere da parte di inquilini. Ci sono assegnatari che subaffittano l'alloggio essendo, nel frattempo,diventati altrove proprietari di casa e ci sono alloggi popolari, anche nel centro storico, sfitti da lungo tempo che vanno sempre più gravemente deteriorandosi».
Per questo secondo Alleanza Nazionale è arrivato il momento di censire la situazione delle case gestite da Arte: «A fronte di questa preoccupante emergenza abitativa è necessario decidersi a rimettere ordine e ad eliminare ogni anomalia attraverso un'iniziativa semplice ed utilissima quale quella che proponiamo. Sono certo che, da un censimento accurato, sarebbe possibile reperire nell'ambito del territorio regionale migliaia di appartamenti di pubblica proprietà, di cui numerosissimi a Genova, in grado di corrispondere alle giuste esigenze di tanti sfrattati e di tanti nuclei familiari che attendono da tempo immemorabile una casa popolare parcheggiati nelle lunghissime liste di attesa soprattutto del Comune di Genova».