D’ALEMA INDAGATO

Dopo il vizio di pagare affitti di favore, quello di volare gratis. È proprio vero che Massimo D'Alema è uno attento ai soldi, ovviamente ai suoi. Ma questa volta il braccino corto ha insospettito la Procura di Roma che gli ha spedito un avviso di garanzia. Già, perché chi gli ha offerto una serie di passaggi su voli low-cost è una compagnia, la Rotkopf, coinvolta nella storiaccia di tangenti dell’Ente nazionale aviazione civile. Inchiesta che aveva portato in carcere tra gli altri due collaboratori di Bersani, il responsabile per le questioni aeree del Pd, Franco Pronzato, e Viscardo Paganelli (titolare della Rotkopf). Insomma, il Pd si era fatto una piccola compagnia in casa e, sospettano i magistrati, qualcuno pagava tangenti per ottenere le licenze di nuove rotte. Tra Penati e aviatori, lo staff del segretario moralista è stato sgominato dai pm. Ovviamente, a differenza di quanto avviene con Berlusconi, nessuna Procura sente il bisogno di chiedere conto a Bersani delle sue strane frequentazioni.
D’Alema invece è stato interrogato. Perché lui fa sempre un passetto di troppo. Dice di aver chiarito tutto. Ha confessato di essere uno scroccone, ma questo già lo si sapeva dai tempi di affittopoli. Peccato che non siano note le intercettazioni delle telefonate tra lui e la banda del buco. Perché D’Alema è uomo di mondo, sa benissimo che i piaceri si ricambiano e saremmo curiosi di sapere in che modo ciò sia stato fatto.