D’Alema, Mastella e Veltroni hanno «paura» del Bagaglino

da Milano

«... E io pago!», esclamava il Principe della risata Totò nel film 47, morto che parla, storcendo la bocca, quando doveva aprire il portafogli. Lesti di risata e di cervello, quelli del Bagaglino hanno pensato di catturare lo spirito agrodolce di quel tormentone, intitolandoci il nuovo show di Pier Francesco Pingitore, in onda da stasera su Canale 5. In diretta per sei puntate dallo storico Salone Margherita, il teatro liberty che da vent’anni ospita le salaci bricconate di Pippo Franco e compagnia cantante, ... E io pago! promette scintille. Intanto, gli italiani tartassati dalla spremitura a freddo delle loro risorse, con la complicità d’una Finanziaria estremamente punitiva, avranno modo di ridere (amaro?) sulle proprie disavventure di contribuenti forzati. «La gente ha la sensazione d’essere indotta a pagare più del necessario. ... E io pago! l’immortale Totò lo diceva per scherzo. Noi no», esordisce Ninni Pingitore, l’immancabile cappello a tese larghe sulla testa piena di idee. Lo spettacolo, insomma, metterà alla berlina quanti, con la scusa di salvare l’Italia, poco si curano di salvare gli italiani. «Al domani/ ci penserà Bersani / l’Italia ha il vento in poppa / a toglierci dai guai / ci pensa Padoa Schioppa / e schioppa, schioppa, schioppa», cantano i ballerini.
Ma la vera novità, quest’anno, consiste in un duello, a colpi di battute, balli e brani recitati, tra due personaggi politici scelti tra gli opposti schieramenti. Stasera, per esempio, Daniela Santanchè di An sfiderà sul palco il verde Alfonso Pecoraro Scanio. Se l’anno passato erano di scena le torte in faccia a chi perdeva il consenso del pubblico, stavolta assisteremo a una gara veramente soft. «Visto che la tv gronda di risse e urla, noi proponiamo qualcosa di distensivo: un dialogo civile, per stabilire chi risulta più “spiripatico”, neologismo che deriva dall’abbinamento di “spiritoso” e “simpatico”», spiega Ninni Pingitore, magari pensando a una «grosse Koalition» via risata. A stabilirlo sarà il televoto, da casa. Chi vince, incassa un assegno da diecimila euro, che potrà devolvere a una Onlus. «Basta concepire rapporti cruenti, in politica!», esorta il regista.
Intanto, per ottenere la presenza di due personaggi di Montecitorio e dintorni, nell’arco di sei puntate, occorre far partire un centinaio di inviti. E già si sa che Massimo D’Alema, Clemente Mastella e Walter Veltroni, appartenenti all’area politica di un governo oggetto di satira, per quanto bonaria, comunque sferzante, hanno declinato gli inviti, «non sentendosi protetti, quanto a immagine, nel tempio della caricatura di destra», conferma Lionello. Eppure, Pingitore mira a far nascere «un modo più cordiale di opporsi politicamente». La censura preventiva, tuttavia, a sinistra va forte. Tanto più che Romano Prodi, benissimo imitato dal comico avellinese Mario Zamma, identico al premier in certi bofonchiamenti poco comprensibili, stasera apparirà un po’ intronato, reduce dal conclave di Caserta. «Con questa Finanziaria, niente incenso, oro e mirra nel presepe», si scusa una new entry assoluta, il Papa interpretato da Carlo Frisi. A rendere più leggera ancora l’atmosfera provvederà la primadonna Aida Yespica, nel ruolo d’una spia sexy, incaricata di pedinare i politici, mentre a ogni puntata ci sarà un’ospite femminile: stasera tocca a Pamela Prati. La seducente showgirl venezuelana farà da spalla al collaudato trio comico Pippo Franco, Leo Gullotta e Oreste Lionello. Il quale, giustamente sottolinea come non sia possibile spiegare la comicità. L’attrice e cantante Emy Bergamo, poi, altra nuova presenza del varietà, affiancherà gli attori Martufello, Battaglia, Miseferi e Ramazzotti. I comici romani Valentina Persia, che stavolta non racconterà barzellette, ed Antonio Giuliani completeranno il quadro. A tutta gag, dunque, in direzione della politica-spettacolo, con testimonial in carne e ossa provenienti direttamente dal Palazzo.