D’Alema salda i voli gratis Non i conti con la giustizia

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Dopo la contestazione del mancato pagamento D'Alema si affretta a pagare i conti dei voli gratis. Sulla versione fornita dall'ex premier però rimane qualche dubbio. E Baffino rimane indagato nell'inchiesta Enac per finanziamento illecito ai partiti
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I tempi e i modi. Si è tanto criticato il direttore del Tg1 Augusto Minzolini per aver saldato, a posteriori, le spese della carta di credito aziendale eppoi nessuno si domanda perché Massimo D’Alema ha fatto altrettanto con i voli gratis che lo hanno fatto finire sott’inchiesta.

E nessuno si chiede perché D’Alema, per il tramite del suo avvocato, minacci querele nei confronti di chi ha osato scrivere che Baffino, nell’autunno del 2010, avrebbe «usufruito gratuitamente di passaggi aerei» quando lui, o chi per lui, all’epoca non pagò un euro. Detta così sembra che D’Alema, o chi per lui, abbia saldato nel 2010 quei 5 voli della società Rotpkof di Viscardo e Riccardo Paganelli, che vinse l’appalto per l’isola d’Elba.

Appalto ottenuto grazie a una mazzetta di 40mila euro intascata dall’uomo del Pd al ministero dei Trasporti, Franco Pronzato, per intercessione del dalemiano Vincenzo Morichini che a detta dello stesso Pronzato avrebbe trattenuto per sé metà della cifra. Leggendo la nota dell’avvocato Gianluca Luongo è chiaro che D’Alema si è affrettato a saldare il conto solo quando il pm gli ha contestato il mancato pagamento. «Durante l’audizione (col pm, ndr) abbiamo appreso non solo che il costo dei voli era stato imputato alla società Sdb (riconducibile a Morichini, ndr) ma anche che le relative fatture non risultavano da questa ancora pagate. Per tale motivo la Fondazione ItalianiEuropei e l’onorevole D’Alema hanno ritenuto di dover coprire l’intero costo dei voli». Ricapitolando: D’Alema fa 5 viaggi con una compagnia low cost al centro di un’inchiesta per corruzione i cui titolari versavano contributi alla società Sdb di Morichini, che lavorava per ottenere finanziamenti alla fondazione di Baffino. D’Alema non paga questi viaggi.

E non li paga nemmeno Morichini che a D’Alema avrebbe garantito di averli nella sua disponibilità per la collaborazione con la Rotkopf. Adesso il pm gli chiede conto di questi voli a sbafo, D’Alema cade dalle nuvole ripromettendosi di coprire le spese. Problema risolto? Macché. Il pm insiste sull’accusa di finanziamento illecito posto che per la configurazione del reato è necessario che l’utilità ricevuta sia stata messa a disposizione da una «società» che non l’ha poi iscritta a bilancio. Proprio quanto sembra essere accaduto con la «società Sdb» di Morichini, che gli importi di quei voli con la Rotpkof ha dimenticato di contabilizzare. È lo stesso avvocato di D’Alema a confermarlo: «Dagli interrogatori di Paganelli e Morichini è emerso che il costo dei voli era stato imputato dalla Rotkopf non alla persona di Morichini, bensì alla Sdb a lui riconducibile. Proprio in virtù di ciò i pm hanno ritenuto che fosse ipotizzabile, nella circostanza, un finanziamento illecito al parlamentare Massimo D’Alema da parte della Sdb, avendo quest’ultima omesso di deliberare tale stanziamento».

Dunque l’ipotesi del finanziamento illecito non sarebbe poi così prossima all’archiviazione. Ma tutto può succedere, quando si tratta di esponenti Pd indagati. Ne è convinto Maurizio Gasparri del Pdl: «Quando si indaga a sinistra, per coincidenza o per una sorte fortunata, tutti i salmi finiscono in gloria. Il lungo e contorto comunicato dei difensori informa che D’Alema ha pagato il costo dei voli quando si è accorto che nessuno aveva onorato le relative fatture (...). Resta il sospetto che D’Alema abbia volato gratis e poi abbia cercato di mettere le cose a posto quando la vicenda è diventata di dominio pubblico».