D’Alema tira la volata a Casini

Il dibattito sulla discontinuità alla guida del centrodestra non appassiona solo la maggioranza. Anche al di là della barricata ci sono spettatori interessati e autorevoli che certo vedrebbero con soddisfazione un abbandono del Cavaliere. Ma a favore di chi? A sbilanciarsi, ieri, è stato il presidente dei Ds Massimo D’Alema che senza giri di parole ha puntato il dito sul presidente della Camera. Stuzzicato da un giornalista alla festa dell’Unità di Modena sulle fibrillazioni all'interno dell'Udc e sul fatto che il centrosinistra possa preferire Berlusconi come competitore di Prodi perché più debole, D’Alema ha risposto: «Io personalmente ritengo che sarebbe un bene per il Paese se noi avessimo una destra di tipo europeo guidata da un uomo come Casini, anziché una destra guidata da Berlusconi. Non siamo noi che vogliamo Berlusconi, sono loro che lo hanno scelto, sostenuto e non hanno la forza di sostituirlo». Il giornalista ha poi chiesto al presidente Ds se ritenga che l'Udc faccia sul serio nel tentare di imprimere un mutamento di rotta al centrodestra. «Nelle intenzioni magari sì - ha risposto D'Alema - ma la vedo più come un’iniziativa proiettata al dopo Berlusconi, perché nell'immediato non hanno certamente la forza per un mutamento di rotta». Ma l'Udc potrebbe andare da solo alle elezioni? «Questo non lo so - ha risposto D'Alema - credo che si siano aperti processi politici il cui esito non è totalmente prevedibile. Ritengo che una parte della leadership dell'Udc lo pensi veramente e credo che noi sbaglieremmo a sottovalutare il significato di questa frattura che si è determinata nel centrodestra perché è rivelatrice di una differenza profonda, reale, di prospettiva politica».