D’Alessio: «Con il mio cd canto l’orgoglio italiano nel mondo»

Il musicista pubblica «Made in Italy». Il 24 febbraio parte il tour da Milano. «Non mi esibirò a Napoli, non ci sono spazi adatti nella mia città»

Pier Francesco Borgia

da Roma

L’idea di Made in Italy, il nuovo cd di Gigi D’Alessio, in uscita oggi, è nata ben prima che la nazionale azzurra vincesse i mondiali di calcio in Germania. Un atto d’amore nei confronti di una cultura e di un orgoglio nazionale sempre più bisognoso di trasfusioni. Come quella offerta dalle canzoni che propone D’Alessio. «Certo la nostra nazionale - commenta il musicista napoletano - ci ha aiutato a rialzare per un attimo la testa, ma di orgoglio italiano purtroppo ne vedo davvero poco». Primo appuntamento è il primo estratto dall’album che, dal 6 ottobre, è in rotazione nelle radio e vanta collaborazioni importanti (da Tony Levin a Maurizio Fiordiliso). Il testo, come gli altri scritti da D’Alessio, ruota intorno al mondo degli affetti. «I sentimenti sono sempre al centro del mio modo di fare musica perché considero l’amore il motore di tutto. Altro che politica!». Tra i collaboratori illustri di questo disco figurano anche Mogol e la cantante italo-canadese Lara Fabian. Con il paroliere di Battisti firma quattro canzoni tra cui Un cuore malato nella quale duetta con la Fabian. «Stiamo pensando di misurarci con il mercato francofono e spagnolo e non c’è miglior viatico di una testimonial come Lara, amatissima in Francia dove ha venduto oltre 18 milioni di dischi». Tra i collaboratori di D’Alessio c’è anche il figlio Claudio con il quale firma Besame. «Presto mio figlio diventerà papà e festeggerò il mio quarantesimo compleanno con una nipotina». Un compleanno importante visto che segnerà anche l’inizio del nuovo tour di Gigi che partirà il 24 febbraio da Milano. Un tour dove spicca l’assenza della città natale («A Napoli non c’è un posto dove suonare. Mica si può andare sempre a piazza Plebiscito!»).
Nato, artisticamente parlando, da una costola di Mario Merola, Gigi D’Alessio ha sempre sofferto di un rapporto problematico con la critica musicale che lo etichetta come punta di diamante della corrente neomelodica partenopea. «A un certo punto - afferma il cantante - ho capito che il mio problema con alcuni addetti ai lavori era di natura anagrafica: ci sono dei preconcetti perché mi chiamo Gigi D’Alessio, tutto qui». E anche sull’annosa questione della crisi della musica, D’Alessio taglia corto: «Non è la musica a essere in crisi ma il mercato del supporto: c’è la crisi economica e, dunque, milioni di persone scaricano gratis musica dal computer, e le canzoni hanno, in tutto il mondo, sostituto le suonerie dei cellulari». Quest’ultima mania è ormai diventato un vero e proprio mercato nel quale il cantante vanta già un primato: primo artista nella classifica dei brani per suoneria legalmente scaricati da internet. E visti i tempi non è un primato da poco.