D’Ambrosio: «Veltroni gigante dai piedi d’argilla»

«Alla grancassa stonata delle primarie dell’Unione la Cdl risponda ripartendo dal territorio»

(...) entriamo nelle maglie mediatiche della personalizzazione della politica, dove Veltroni è un maestro. Per questo già un mese fa avevo proposto una conferenza programmatica di tutti gli eletti della Cdl di Roma, un Libro bianco da riempire di tutto ciò che manca a Roma, che parli dei problemi reali dei giovani - delle periferie, delle grandi aree metropolitane della capitale - a cui non basterà più il concerto; dei problemi degli anziani abbandonati, dei problemi dei più deboli. Dei problemi delle infrastrutture fatiscenti, delle municipalizzate sempre in passivo, dei servizi inesistenti. Dei problemi di quindici anni di gestione di sinistra scaricati sulle spalle dei cittadini. Dobbiamo produrre una fotografia della città reale, non di quella virtuale descritta da Veltroni, a partire dalla quale programmare un’alternativa, offrirla al dibattito delle realtà produttive, associative e di volontariato, ai cittadini tutti; e poi scegliere il nome del sindaco.
Il nostro è un progetto serio, da allargare a tutta Italia. Oggi ce lo ricorda il capogruppo della Lista Storace Fabio Desideri. Il lavoro attorno a questo progetto, che è un progetto condiviso, agevolerebbe oltretutto il processo di partito unitario che è un altro sforzo ammirevole del presidente Berlusconi. Senza squadra e unità non si vince la partita: quell’unità di cui parla sempre quel Marcello Dell’Utri che è dimostrazione che la cultura non è a sinistra e secondo il quale c’è bisogno di un neoumanesimo liberale che spazzi via il relativismo culturale dei concerti e delle feste, perché senza cultura non c’è progetto politico.
Presidente, ora che ha messo a tacere, lei grande politico della nuova politica, quelli del Palazzo, mi permetto umilmente di consigliarle, da semplice presidente del gruppo regionale del Lazio, di farsi una passeggiata nei campi di periferia d’Italia, dal Nord al Centro al Sud, quelli della politica, s’intende: potrebbe trovare tante belle sorprese, tanti calciatori affidabili, seri, preparati, da tempo temprati in trincea, che parlano con la gente, tantissima gente, che vogliono fare tanti gol nella rete bucata dell’Unione. Presidente, noi vogliamo vincere seriamente, non scherziamo.