Débâcle Mps nel giorno dell’aumento

da Milano

Monte dei Paschi scivola in Borsa nel giorno di avvio della maxi ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro finalizzata all’acquisto di Banca Antonveneta, che si concluderà il 19 maggio prossimo. Se già venerdì scorso il mercato sembrava molto incerto sull’operazione, tanto che il titolo aveva subito forti oscillazioni scendendo al nuovo minimo dell’anno di 2,071 euro per poi «strappare» al rialzo (più 2,19% a 2,312 euro in chiusura), ieri il movimento è stato unicamente improntato al ribasso. Il titolo del gruppo presieduto da Giuseppe Mussari ha lasciato sul campo il 4,39% attestandosi ad un ultimo prezzo di 2,211 euro, dopo essersi mosso in un intervallo tra 2,162 e 2,26 euro. E gli scambi sono aumentati vertiginosamente con 83 milioni di pezzi transitati contro una media di 11,3 milioni. Ancor più pesante la flessione del diritto legato all’aumento di capitale, che ha chiuso a quota 0,4810 cedendo il 7,14% sul riferimento e condizionando fortemente i corsi della stessa azione.
Le vendite sono state favorite anche da alcuni report di banche d’affari: Deutsche Bank ha tagliato il «target price» di Mps a 2,66 dai precedenti 3,3 euro e Citigroup l’ha ridotto a 2,85 da 3 euro, entrambi includendo diritto e cedola.
La chiusura dell’aumento di capitale è l’ultimo ostacolo che separa il presidente Giuseppe Mussari dalla conquista di Antonveneta: per reperire i 9 miliardi necessari per pagare gli spagnoli del Santander, Mps ha avviato anche un articolato piano di dismissioni. Accordo fatto, intanto, anche per cedere a Intesa Sanpaolo il ramo di azienda di banca depositaria: il prezzo pattuito è di 196,25 milioni, secondo quanto ha ricostruito l’agenzia Radiocor. A passare di mano sarà Mps Finance ma manca ancora il necessario via libera delle Authority.
Grande socio del Monte dei Paschi è la Fondazione Mps. L’Ente, ha detto il presidente Gabriello Mancini, ha un patrimonio da 5,4 miliardi. Mancini ha quindi aggiunto che i fondi a disposizione di Palazzo Sansedoni per le proprie attività istituzionali del 2008 ammontano a 260 milioni. Non sono stati forniti altri dati sull’impiego della somma, che però sarà destinata alle reintegrazione del fondo di stabilizzazione per la parte già utilizzata lo scorso anno, al fondo del volontariato, ai progetti propri e ai progetti di terzi. La decisione finale sarà presa dalla deputazione amministratrice della fondazione senese.