«D’Elia alla Camera mi fa impressione»

da Cortina

«D’Elia in Parlamento? Di certo mi fa una brutta impressione»: così Pierluigi Vigna, già procuratore nazionale antimafia e, all’epoca, pubblico ministero nel processo che ha condannato Sergio D’Elia, ex terrorista di Prima linea e oggi segretario della Camera. «Abbiamo una serie di leggi - ha detto Pierluigi Vigna dal palco di Cortina InConTra - che presidiano l’ineleggibilità nelle istituzioni e negli enti locali, ma non in Parlamento, dove ci sono una trentina di persone condannate in forma definitiva, che però hanno la pretesa di rappresentare la popolazione». «I giudici in Italia vanno di moda - ha aggiunto - ma perché questa è una moda creata da fenomeni come il terrorismo rosso e nero, la mafia e la corruzione. E dalla mancanza di leggi strutturate, che vengono fatte sempre e solo in caso d’emergenza». Vigna ha poi risposto all’ex magistrato Giuseppe Ayala, il quale ha detto che «il governo di questo Paese è da quarant’anni condizionato dalla mafia. Non se n’è accorto il ministro della giustizia Clemente Mastella?», si è chiesto Ayala. Secondo Vigna, accusare così il ministro della giustizia Clemente Mastella è come «sparare sulla Croce rossa».