D’Elia difende Caruso «Non va sanzionato»

da Roma

«Il richiamo nei confronti del deputato Caruso rischia di costituire un pericoloso precedente perché può costringere in futuro l'ufficio di presidenza a dare rilevanza istituzionale a dichiarazioni politiche che di solito vivono e muoiono nel giro di poche ore soltanto nel mondo virtuale e fantasmagorico delle agenzie di informazione». Lo dichiara Sergio D'Elia, deputato della Rosa nel Pugno e membro dell'ufficio di presidenza della Camera. «Non condivido minimamente - ha detto l’ex terrorista di Prima linea - il metodo della lotta politica antiproibizionista sulla droga del collega Caruso, consistente nel lanciare il sasso e nel nascondere subito dopo la mano. Esso è agli antipodi del metodo radicale della disobbedienza civile che consiste nell'autodenunciarsi per la violazione di una legge che si ritiene ingiusta, pagandone però tutte le conseguenze penali e processuali».
«Ciò detto - continua D'Elia - sono contrario a ogni provvedimento disciplinare e anche di semplice richiamo nei confronti di Caruso in quanto il fatto non sussiste: non esiste nel regolamento della Camera una norma precisa che giustifichi la censura di comportamenti virtuali o di dichiarazioni politiche fatte da un deputato fuori dall'aula e dalla stessa sede del Parlamento».