D’Erme chiede l’amnistia a Napolitano

Sgomberato all’alba di ieri l’edificio okkupato dal novembre scorso in via Giolitti, a Porta Maggiore. Lo stabile, di proprietà privata e in disuso da alcuni anni, era stato occupato da una ventina di nuclei disagiati, nella quasi totalità extracomunitari. Ieri, in prima fila per impedire l’intervento della polizia, c’erano i disobbedienti romani che hanno persino tirato «le orecchie» al prefetto Serra: «Se non gli piace il modello Roma - ha detto Guido Lutrario - se ne vada a Bologna». Intanto il suo collega Nunzio D’Erme (per entrambi il Riesame ha appena reiterato la richiesta dei domiciliari) s’è affrettato ad appellarsi al neoeletto Capo dello Stato: «Subito amnistia e indulto». Non contenti, a un Veltroni chiuso in imbarazzante silenzio, chiedono l’assessorato all’Urbanistica.