Dabo: «Di Canio mi ha stufato»

da Roma

«Ne ho abbastanza di questi fascisti, sono una minoranza tra i tifosi della Lazio, ma sono più in vista. La cosa peggiore è che scandiscono canti in mio onore e questo prova quanto siano stupidi». Parole di Ousmane Dabo, centrocampista della squadra biancoceleste, in un’intervista pubblicata da France Soir. L’episodio accaduto domenica a Livorno (il nuovo saluto romano di Di Canio) ha suscitato la reazione veemente del calciatore francese. Che non risparmia critiche pesanti al leader della Lazio. «Mi sono stufato di giocare con lui, la sua ideologia la conoscono tutti, visto che non la nasconde neppure. Ma io non gli parlo più in faccia, sa cosa penso di lui. Oggi tutti parlano del suo gesto e ho l’impressione che sia proprio quello che cerca. Sono sicuro che Di Canio si giustificherà con me dicendomi di avere fatto un saluto romano e non nazista, come accadde la prima volta. La cosa più sconcertante è che poi fa pure il simpatico con noi giocatori di colore. Mi ha anche invitato a casa sua e questo mi mette in difficoltà perché non so più cosa pensare».
Frasi durissime quelle del giocatore francese, che da otto anni milita nel campionato italiano e da due è compagno di squadra di Di Canio. Ovvio lo stupore in casa laziale per le sue dichiarazioni. Rapida la smentita del francese. Che molto contrariato ritratta, minacciando di denunciare il giornalista. «Ha travisato le mie parole, sono molto dispiaciuto».
Per smentire le dichiarazioni, Dabo sceglie la trasmissione «La Voce della Nord». La stessa dove Di Canio lunedì aveva detto che «saluterà sempre così». «Dovrei essere matto - ha spiegato il francese - per dire cose del genere nei confronti di uno come Paolo e della tifoseria. Con me, infatti, si sono comportati sempre bene. Ho sempre detto che chi faceva buuu, lo faceva per disturbare il giocatore e non per razzismo. E questo l'ho ripetuto anche a chi mi chiamava dalla Francia. Il problema è che lì odiano Paolo e i tifosi della Lazio e vogliono sentirsi dire solo cose negative, ma da parte mia ciò non accadrà mai». La particolarità è che, durante il collegamento telefonico con la radio romana, Dabo accanto a sé aveva lo stesso Di Canio che ha scherzato in diretta: «Adesso vi passo Dabo e lo costringerò a dire tutte cose belle su di me e su di voi».