Dadullah: "Abbiamo l'interprete, pronti a rapire altri giornalisti"

Berlino - I talebani avrebbero rifiutato un' offerta di un milione di dollari, avanzata dall' talia, per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, secondo il racconto fatto da uno dei rapitori ad un noto giornalista pakistano, Rahimullah Yusufzai, ripreso oggi dal sito online del settimanale tedesco Der Spiegel. Mullah Dadullah, considerato il principale responsabile del rapimento dell'inviato di Repubblica liberato il 19 marzo dopo due settimane, poco dopo il rilascio ha chiamato attraverso il telefono satellitare il giornalista pakistano. Secondo il suo racconto, lo scambio dell'ostaggio italiano contro cinque taleban prigionieri a Kabul, tra essi due portavoce dell'organizzazione e tre comandanti ben noti, sarebbe avvenuto lunedì scorso vicino al fiume Helmand nella provincia dallo stesso nome nel sud dell'Afghanistan.

Dadullah, che ha definito la liberazione dei compagni di lotta come «un gigantesco successo per i talebani» in particolare per i due ex portavoce definiti «politicamente molto importanti» (mentre gli altri tre sarebbero stati subito inviati a combattere in Afghanistan meridionale), ha parlato ampiamente dei particolari delle trattative. «Abbiamo rifiutato una offerta dei diplomatici italiani per un milione di dollari» ha detto al telefono. Lui stesso avrebbe chiarito che anche dieci milioni di dollari non sarebbero serviti, insistendo invece sul rilascio dei combattenti. Cioè come per far capire al mondo intero che, dal suo punto di vista, i talebani non si fanno comprare.

Anche sull'interprete di Mastrogiacomo, le affermazioni di Mullah Dadullah sono chiaramente un attacco contro il presidente Karzai: «Il governo Karzai era interessato solo all'italiano» e Adjmal Nashkbandi è ancora nelle mani dei guerriglieri che per liberarlo pretendono il rilascio di Mohammed Hanif, cui Dadullah aveva rinunciato in cambio della liberazione di suo fratello. Non solo, Dadullah minaccia, secondo quanto riferisce Der Spiegel, nuovi rapimenti di giornalisti occidentali: chiunque cerchi notizie nel sud dell'Afghanistan senza l'autorizzazione dei talebani sarà «arrestato».