Daf tra grande crescita e piani ambiziosi

Rafforzata la rete di vendita e assistenza. Più servizi e qualità

«Il 2006 si chiude per noi con un bilancio positivo, frutto di uno sviluppo qualitativo su tutta la gamma e del raggiungimento delle quote di mercato che ci eravamo prefissi». Roberto Giorgi, amministratore delegato di Daf Veicoli Industriali, supporta la sua soddisfazione con qualche cifra: «Contiamo di chiudere l’anno con una quota attorno all’8,4% nel segmento superiore alle 6 tonnellate, mentre nei pesanti (sopra le 15 tonnellate) ci collochiamo al 9,4%, contro l’8,7% del 2005».
Quali sono i modelli che vi hanno dato le maggiori soddisfazioni?
«Uno su tutti, l’XF105 premiato come “International truck of the year”. Un veicolo che rappresenta l’affidabilità portata ai massimi livelli, progettato per percorrere un 1,6 milioni di chilometri. La cui concezione è talmente avanzata da rispondere già oggi a normative non ancora in vigore».
Ambiente e sicurezza. Che cosa ha fatto e farà DAF al riguardo?
«Al Salone di Hannover abbiamo presentato un veicolo medioleggero ibrido, uno sviluppo sul quale Daf e Paccar stanno investendo in maniera consistente. Difficile dare al progetto un preciso orizzonte temporale, però non siamo lontani dalla realtà applicativa. Nel frattempo, abbiamo messo a punto un propulsore diesel che rispetta i valori Euro 5, ma che modificato con l’aggiunta di filtri antiparticolato è già rispondente a quelle che potrebbero essere le norme Euro 6. Sul fronte della sicurezza, invece, stiamo sviluppando un sistema di controllo della distanza rispetto ai veicoli che precedono, che agisce automaticamente sulla velocità, e uno orientato al controllo dell’attenzione dell'autista, per prevenire distrazioni e colpi di sonno. Ci tengo però a dire che in Daf simili apparati vengono introdotti solo quando siamo sicuri della loro effettiva applicabilità. In altre parole, non teniamo a essere leader tecnologici a tutti i costi, solo per esibire il primato come un fiore all’occhiello».
Com’è strutturata la vostra rete in Italia?
«Si compone, secondo quello che prevede il regolamento Monti, di due reti che, pur essendo di fatto parte di una medesima realtà, a livello contrattuale risultano separate: una si dedica alla vendita dei veicoli, l’altra ai servizi. La prima è composta da 34 punti vendita, mentre nell’assistenza possiamo contare su 92 dealer. Sono numeri che non ci soddisfano pienamente, anche perché in alcune zone dobbiamo operare per una copertura più capillare. Ma l’obiettivo è portare la rete italiana a un livello qualitativo medio comparabile, per esempio, a quello dei Paesi del Nord Europa».
Tra le novità c’è anche un sistema di gestione delle flotte...
«Si chiama Telematics & Infotainment System e verrà posto in commercio verso la metà del 2007. Anche in questo campo non siamo stati i primi, esistono sul mercato altri sistemi di gestione delle flotte. Però si tratta di sistemi “chiusi”, cioè orientati all’utilizzo solo su un tipo di veicolo. E questo rappresenta un limite, perché non necessariamente una flotta è monomarca. Il nostro, invece, sarà un sistema molto più flessibile».