Daf, in vetrina i valori del marchio olandese

L’ammiraglia XF 105 resta tra le regine della kermesse. L’ad Giorgi: «Da noi massima cura del cliente»

Daf è uno dei marchi che tra i primi ha aderito al secondo appuntamento lombardo del Transpotec. Pur non avendo delle novità significative - in pratica tutta la gamma è stata aggiornata lo scorso anno, con l’introduzione delle motorizzazioni Euro 5 - la scelta di partecipare alla kermesse appare logica: l’XF 105, l’ammiraglia, è fra i trattori che più si fanno ammirare, valore non trascurabile perché, dopo aver provveduto a gruppi motori e cinematiche d’alto livello, Daf ha provvisto i propri veicoli di una estetica accattivante, un po' ninja, di sicuro impatto, che ha sicuramente contribuito al titolo di «Truck of the Tear 2007».
La gamma rimane articolata sulla suddivisione classica dei tre modelli, XF, CF, LF, dal più grande al più piccolo, ma nonostante l’impegno in favore dei carri (totalmente rivisitati e modificati nella cinematica, nel telaio e nella cabina), rimane il trattore il veicolo di maggior successo. Una tradizione continentale spina dorsale della politica commerciale Daf (gioiello europeo del Gruppo statunitense Paccar), grazie a cui oggi i trattori Daf, come ricorda Roberto Giorgi, amministratore delegato Daf Veicoli Industriali SpA «sono i più venduti in Europa».
Questo posizionamento da un lato rende difficile ma non impossibile l’impegno di crescita nelle gamme inferiori (peraltro presidiate da marchi poco inclini ala cessione di quote di mercato), ma consente al marchio olandese di sviluppare un importante programma volto a una sempre maggiore qualificazione del brand, e suggerisce una profonda rivisitazione della struttura e della rete per tener fronte a una richiesta sempre crescente. Dal 2000 a oggi la quota di mercato nel segmento sopra le 6 tonnellate si è quasi duplicata, attestandosi su un importante 8,7 per cento.
«Abbiamo lavorato sulla riduzione dei tempi di consegna - spiega Giorgi - perché i risultati ottenuti sono soltanto una traccia delle reali potenzialità di mercato di Daf. D’altra parte, il marchio stesso sta cambiando, a livello globale: a una radicata attenzione al prodotto, grazie alla quale vantiamo nel nostro Dna valori preziosissimi di affidabilità e funzionalità, stiamo aggiungendo l’enfatizzazione del mercato, un legame forte con le concessionarie, la massima cura del cliente e delle sue esigenze. Ciò deve essere perseguito e realizzato non soltanto attraverso i nostri dealer, ma anche stabilendo con il proprietario di un Daf un rapporto emozionale, duraturo».
Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile acquisire una forte conoscenza della specializzazione dei veicoli oggi richiesta dal mercato. È d’accordo? «Certo. Ecco perché puntiamo molto sulla percezione del valore del brand, ecco perché i Saloni come il Transpotec sono un momento irrinunciabile per manifestare i nostri valori ed entrare in contatto con il mondo dell’autotrasporto».