Dagli abiti musicali ai bermuda in pizzo Sfila l'alta moda

Con il laser più curve ai tessuti preziosi Tele di riciclo con le termosaldature

Anna Maria Greco

Roma Un ex deposito di autobus trasformato in hub dei sogni, una manciata di griffe, diversi stilisti emergenti, tanti giovani talenti che si arrampicano sulla scala del fashion. L'ultima edizione di AltaRoma riduce ancor più le maison storiche e allarga lo spazio per scouting, scuole, concorsi, sperimentazioni digitali, accessori...

Per la prima volta manca il fedelissimo padre nobile dell'alta moda romana, Renato Balestra, mentre la new lady Gattinoni, con i suoi abiti musicali dai colori flou, chiuderà domani sera la manifestazione nello spazio del museo Macro. E vedremo il «riuso creativo» con il quale Guillermo Mariotto trasforma, con i codici della couture metropolitan-chic, pezzi che sembrano rubati dalla valigia di un rapper o dall'armadio di un post-millenial, come bermuda over-size di pizzo verde army, doppiati in organza o gilet di mussolina con cappuccio o larghi bomber con gli stemmi dei casati europei. Tutto, lo stilista di Gattinoni, reinventa per una donna sofisticata habituè di Venezia e New York.

Nella quattro giorni capitolina si affaccia per la prima volta il marchio del cachemire Malo, per presentare la sua nuova collezione, mentre all'Auditorium del MAXXI un talk sulla moda ha come ospite Lavinia Biagiotti Cigna, che guida lo storico gruppo.

La stilista-architetto Sabrina Persechino usa suggestive geometrie col nido d'ape nero su spalle e braccia o nei plissè rosa antico della collezione «Dynamic». Sete e tessuti pregiati, con l'aiuto del laser, deformano linee parallele e creano movimento di curve e convergenze. Sylvio Giardina, invece, al Mattatoio firma «Vertigo», performance-installazione con abiti couture, in un'atmosfera intimista ed emozionale. I fiocchi, dal giallo al glicine, dal rosa al verde, al blu, caratterizzano i modelli del raffinato Nino Lettieri. Tailleur rigorosi, linee fluttuanti con ricami preziosi per abiti da sera e piume di struzzo sulle camicie di taffettà. Piume, pizzi, reti dorate e intarsi anche per Giada Curti, che vuole evocare «un mito moderno, vitale ed emozionante, dove l'istinto governa la fantasia e l'immaginazione vive in un tempo senza tempo».

Al PratiBus District di viale Angelico il giovane designer Italo Marseglia compie un viaggio elettro-pop, da Euripide al Simbolismo russo. L'attrice Sonia Bergamasco incarna la sua donna forte, libera e viaggiatrice, che veste coloratissimi patchwork. Torna, come in Gattinoni, il messaggio del riciclo, perchè le sue creazioni nascono dalla lavorazione di materiali di scarto, anche con termosaldature, di pizzi della maison francese Sophie Hallette e stoffe dell'azienda abruzzese Dyloan.

Gli studenti, poi, dall'Accademia di Belle Arti di Roma che studia l'hanbok, abito tradizionale coreano, all'Accademia Koefia che s'ispira ai canoni stravolti dai Beatles, intitolando la collezione, «Get back»: linee essenziali, solo qualche ruches, decorazione che si annulla per far trionfare il colore, elemento caratterizzante. E un concorso tra le scuole di moda sceglie divise del personale del Parco del Colosseo.