«Dagli arbitri ai soldi, ribalterò questo calcio»

Caro avvocato Pancalli, sono cominciati i mal di pancia per lei: ha sentito come è stato accolta la nomina di Collina a consulente di Gussoni?
«Considero il comportamento della critica un po’ schizofrenico. Ma come: prima sono tutti d’accordo sul fatto che c’è un solo uomo che può governare questa emergenza e poi, quando Collina viene chiamato a svolgere quel ruolo, si trova sommerso da una valanga di critiche velenose, alcune ingenerose. Io fatico a orientarmi».
Verrebbe da dire: è il calcio italiano, bellezza...
«Io arrivo dal Coni e ho la dichiarata ambizione di tornare a occuparmi di sport alla conclusione del mandato in federcalcio ma ritengo che nell’affare Tedeschi sia stata realizzata la soluzione più razionale possibile. Che risponde a esigenze di urgenza oltre che tecniche della categoria».
Non le va certo meglio con la bozza del nuovo statuto federale: lei ha appena incontrato Matarrese che si è messo di traverso, con l’appoggio di tutti i presidenti di club... Don Tonino disse che lei gli faceva tenerezza...
«E io gli ho risposto che non deve mai mettere alla prova la mia determinazione. Gli ho parlato in modo schietto. E ho ripetuto che possiamo discutere su alcuni punti della bozza, su altri no. Del resto se non lo approva il calcio il nuovo statuto, interverrà il Coni, d’autorità, con un esito non propriamente vicino a quello inseguito dalla Lega di Milano».
Cominciamo dai nodi: il diritto di veto per l’elezione del presidente federale viene eliminato. Perché?
«Perché, nella sostanza, è già stato abrogato visto che in una successiva tornata elettorale può bastare una maggioranza ridotta».
È vero che volete «sequestrare» le multe pagate dalle società di A e B?
«Tutti lamentano che le somme per le multe partivano dalle società, arrivavano alla federcalcio che poi le restituiva al mittente. È una cosa seria? Tutti hanno criticato il sistema. Bene, noi mettiamo mano a questo circolo vizioso e stabiliamo che la somma complessiva, stiamo parlando di 3 milioni di euro, sarà messa a disposizione della giustizia sportiva per un suo migliore funzionamento. Finora gli uffici hanno lavorato in uno stato di precarietà, io ho preso in affitto un palazzotto dove possono sistemare le scrivanie e far lavorare i volontari».
Altri punti contestati: riduzione del numero dei consiglieri federali spettanti a Milano ed elezioni di persone che non siano dirigenti di società. Cosa hanno la peste i presidenti di A e B?
«La riduzione riguarda anche le altre componenti, vorrei provare a liberare un consiglio federale (ora sono 31 i componenti, ndr) meno affollato e più snello, capace di decidere. Poi dobbiamo tagliare il nodo del conflitto d’interesse. Se in consiglio siedono i presidenti dei club è difficile che si possano adottare provvedimenti che riguardino gli interessi collettivi del calcio italiano».
Forse la norma più criticata sarà quella sulla squalifica ai dirigenti i quali non potranno neanche andare allo stadio: le pare possibile?
«Lo prescrive la Fifa, ditelo a Blatter».
Sembra che lei condivida l’idea confessata da Guido Rossi secondo cui «il calcio italiano non si può curare»...
«È vero il contrario, io resto un ottimista. E sono convinto che i pochi di buono del settore siano una minoranza. Perciò tifo disperatamente perché sia il calcio, dal suo interno, a riformarsi dando una risposta esemplare a chi cavalca paure eccessive».
E sui gradi di giudizio, cosa farete?
«Saranno tre, come nella giustizia ordinaria. E penso che Borrelli dica il giusto nel reclamare l’anticipo del patteggiamento rispetto all’inizio del processo tradizionale. Anche perché il 90% della sua attività non è certo calciopoli».
Franco Carraro è componente dell’esecutivo Uefa: come vi comporterete nei suoi confronti?
«È stato eletto da 41 federazioni su 52 aventi diritto, il suo mandato scade nel 2009, se il calcio italiano ne chiedesse il ritiro perderebbe il posto e non potrebbe sostituirlo. Infine abbiamo una scadenza decisiva: l’assegnazione di euro 2012. Ho trovato una macchina ferma, bisogna rimetterla in moto».
La vicenda Zidane-Materazzi come e quando si concluderà?
«Appena Zidane troverà il tempo e il modo per chiedere scusa al nostro Materazzi».
E il contenzioso tra Donadoni e Totti?
«La polemica è chiusa, fine delle speculazioni».
Lo sa che da Napoli sta per arrivare lo tsunami delle richieste di rinvio a giudizio, con arbitri e assistenti coinvolti. Come farete?
«Quando arriverà metteremo i sacchi di sabbia alla finestra».