Dagli autonomi insulti ai morti di Nassirya

Cicchitto: «Prodi ha strumentalizzato la cerimonia della Liberazione per aprire la campagna referendaria»

da Roma

«10, 100, 1000 Nassirya». L’odioso grido caro a certe frange dell’estrema sinistra riecheggia ancora una volta a Roma. L’occasione è il corteo per celebrare i 61 anni dalla Liberazione. Sfilano in 30mila. Tra i tanti, silenziosi e composti, ecco spuntare un gruppetto di Rash, skinheads che si rifanno a ideologie comuniste, anarchiche e socialiste. Lanciano il ripugnante slogan, poi spariscono inghiottiti dalla folla. È stata questa la nota più stonata nel panorama elle molte cerimonie che si sono svolte ieri in tutta Italia, in un clima tutto sommato tranquillo se si eccettua quanto è accaduto a Milano. Pochi gli altri episodi di intolleranza registrati nel resto della Penisola.
Le contestazioni. A Novara fischi e proteste hanno accolto il discorso del sindaco leghista Massimo Giordano che ha parlato della devoluzione come di «una grande conquista di libertà». Un gruppo di partigiani ha intonato «Bella Ciao» mentre i sostenitori del primo cittadino applaudivano. Identico copione a Palermo nei confronti del vicesindaco Mario Milone (area Forza Italia) e a Vicenza dove esponenti di estrema sinistra hanno cercato di zittire, senza riuscirsi, il ministro Carlo Giovanardi. A Sanremo la destra sociale ha protestato contro lo striscione («Comandante Vittò, no pasaran, ora e sempre resistenza») appeso fuori dalla cattedrale di San Siro da un gruppo di partigiani. A Parma la polizia è intervenuta per rimuovere striscioni offensivi esposti dai giovani dei centri sociali che contestavano la giunta di centrodestra. Nei tafferugli un agente è rimasto contuso.
Vandalismi. La ricorrenza del 25 aprile ha scatenato i vandali che a Imperia hanno imbrattato il monumento ai caduti coprendo con vernice nera i nomi dei partigiani mentre ad Agrigento sui manifesti con il programma della celebrazioni sono apparse croci celtiche e la scritta «Partigiani vili e infami».
Il malore. Momenti di paura a Genova per il neosenatore Alfredo Biondi. A cerimonia conclusa, il vicepresidente uscente della Camera si è accasciato sul palco. Colto da un brusco abbassamento di pressione, il parlamentare è stato trasferito all’ospedale San Martino e trattenuto in osservazione anche se le sue condizioni sono subito migliorate.