Dagli industriali pieno sostegno alla Finanziaria

La Marcegaglia: "La manovra varata dal governo contiene
misure che chiediamo da tempo. Mancano però interventi strutturali&quot;. Le cifre della crisi: &quot;Persi oltre 700mila posti di lavoro&quot;. Il presidente del Consiglio rassicura: <strong><a href="/interni/berlusconi_marcegaglia_fai_ministro_ma_platea_confindustria_dice_no/confindustria-berlusconi/27-05-2010/articolo-id=448569-page=0-comments=1">&quot;Andiamo avanti con le liberalizzazioni&quot;</a></strong>

Roma - "La manovra varata dal governo contiene misure che Confindustria chiede da tempo. Perciò diamo pieno sostegno alla linea di rigore del ministro dell’Economia" Giulio Tremonti "e approvata martedì dall’esecutivo. Mancano però interventi strutturali per incidere sui meccanismi di formazione della spesa pubblica. Servono riforme per rilanciare lo sviluppo". Lo ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia all’assemblea, che ha ribadito un concetto che sta cuore agli industriali: "la via al risanamento deve essere il taglio delle spese. Non si cresce con la spesa e il debito pubblico".

Giù le tasse alle imprese Serve una riforma fiscale "che abbia l’obiettivo di ridurre le tasse su imprese e lavoratori, i due pilastri che sostengono questo paese". La Marcegaglia precisa che "la riforma fiscale rimane per noi importantissima. Siamo disponibili a una iniziativa condivisa con le altre parti sociali", dice la leader degli industriali. "Confindustria darà tutto il sostegno politico alla lotta all’evasione anche avanzando proposte concrete" ma "il tema essenziale per noi - aggiunge - rimane la riduzione delle tasse sull’impresa e sul lavoro". Il primo passo deve essere togliere "la componente del costo lavoro dalla base imponibile dell’Irap".

Banche più vicine alle imprese "Troppe imprese hanno sofferto, soffrono e continueranno a soffrire senza credito - dice la Marcegaglia -. Perciò in un momento difficile come questo rivolgo, ancora una volta una appello alle banche: state vicine alle imprese, quelle che rischiano, creano innovazione, combattono ogni giorno sui mercati".

Bruciati 700mila posti di lavoro Per l’Italia il bilancio della crisi "è pesantissimo". "Rispetto ai picchi del primo trimestre 2008, - ha detto la presidente di Confindustria - abbiamo perso quasi 7 punti di pil e oltre 700.000 posti di lavoro. Il ricorso all Cig è aumentato di sei volte. La produzione industriale è crollata del 25%, tornando ai livelli di fine 1985: 100 trimestri bruciati".

Critica alle agenzie di rating "Hanno perso credibilità. Ancora una volta si stanno rivelando specialiste in autopsie", accusa la Marcegaglia. "Hanno svolto un ruolo determinante nel favorire il collocamento di carta tossica, alla quale attribuivano il massimo giudizio per guadagnare grasse commissioni dagli emittenti". La presidente di Confindustria ha poi sottolineato i "clamorosi errori nella valutazione del debito privato che hanno suscitato molti sospetti di conflitto di interessi, come nei casi Enron e Lehman e, da noi, Cirio e Parmalat".

Bene taglio costi politica "La sforbiciata data con la finanziaria agli enti e ai costi della politica è sacrosanta ma è solo un buon inizio". "Quando il paese deve fare sacrifci - ricorda la Marcegaglia - è del tutto impensabile che non sia la politica per prima a ridurre energicamente i suoi privilegi. È arrivato il momento - dice Marcegaglia dal palco dell’assemblea di Confindutria - nel quale i politici italiani, dal parlamento giù giù sino all’ultima comunità montana, taglino i propri stipendi e le dotazioni per le loro segreterie e collaboratori, disboschino esenzioni e agevolazioni". "La diminuzione del 10% delle indennità dei membri del governo, guardata da un’ottica internazionale, è un timido esordio".

Sanità, costi standard alle regioni "Nella sanità incominciamo subito ad applicare costi standard. Se ne imponga il rispetto in tutte le regioni, negando ogni copertura a chi li supera", propone il leader degli industriali. Solo così, spiega, "si riducono tutti i costi sanitari, non con l’ennesimo inaccettabile taglio sull’industria farmaceutica, l’unica che da anni di fatto contribuisce a ripianare i disavanzi regionali".