Dagli operai alle donne in pelliccia. "Pronti alla nuova rivoluzione"

Voci dal popolo azzurro in fila. Una signora: "Ho la febbre, ma non potevo mancare"

Milano - Tutto esaurito in corso Vittorio Emanuele. No, non per i maratoneti dello shopping. L’unico sold out all’ombra della Madonnina è quello del gazebo azzurro. Alle diciassette e un minuto non c’è più nemmeno una-scheda-una per chi vuole iscriversi al nuovo partito. Cinquemila e passa moduli sono andati a ruba in nemmeno due ore. Occorre, e in fretta, una fotocopiatrice. No problem: un quarto d’ora e, oplà, arrivano altri duemila moduli. Mille grazie all’amico azzurro con ufficio alle spalle del Duomo che, in un battibaleno, mette a disposizione tre fotocopiatrici. Risultato? Alle diciotto e un quarto ne restano, di schede, sì e no, un centinaio.
Difficile quindi dar torto a Silvio Berlusconi, questa «nostra» è davvero «una svolta epocale, quasi una rivoluzione». Appuntamento con la storia che Rosalia Bresso non vuole mancare, «ero a letto con la febbre, trentotto gradi, ma non potevo perdermi quest’occasione, qui si sceglie il futuro». Occhi pesti, pelliccia con colbacco e la mano un po’ tremolante che tra «Partito della libertà» o «Popolo della libertà» sceglie il primo. E come Rosalia si esprimono anche Anna, Giulia e Rinaldo Guerrini da Brescia: figlia, madre e padre mettono l’ics sul «Ppartito della libertà», «quel “Popolo della libertà” sa troppo di casa del popolo». Sa di spararla grossa il signor Rinaldo Guerrini e, infatti, se la ride mentre i volontari al gazebo precisano che «il “Popolo della libertà” è un nome bello». Proprio come sostiene anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
Applausi al governatore da Madior Fall, senegalese che da vent’anni vive a Milano: sulla carta d’identità è «operaio» e non «ce la fa più ad arrivare a fine mese, troppe tasse del governo Prodi» ovvero «Silvio ritorna». Desiderata che Madior fa precedere dall’iscrizione al nuovo, grande partito dei moderati e dalla scelta del nome del partito voluto da Silvio, «quale? Ma “Popolo della libertà” of course». Vorrebbe dire dell’altro Madior ma c’è fila dietro di lui e donna Eleonora Cappellutti è già pronta alla sottoscrizione. Ma, purtroppo, c’è un problemino: non ha un documento d’identità, «la carta l’ho persa l’altro ieri». Che fare? L’anagrafe è chiusa e, lei, vuole votare. Soluzione? «Online su www.versoilnuovopartito.it, indicando o il numero della patente o quello del passaporto o del codice fiscale» spiega Barbara, uno dei trenta militanti che pazientemente si alternano al gazebo sotto le note di Azzurra libertà, «quel sogno che c’è in noi... ti difendiamo noi, tutti insieme».
Refrain che, parola di Silvia Faggion, «diciotto anni da due giorni», è il leit motiv della sua iscrizione: «È il partito che nasce dalla gente, dal basso per difendere tutti insieme la nostra libertà». Pensierino che alle diciannove Berlusconi traduce: «Al vertice ci sono i cittadini e c’è la gente, il popolo della libertà, e dalle decisioni di questo popolo verranno fuori i rappresentanti, i leader di questa nuova iniziativa». Si commuove Silvia. Occhi lucidi anche per Ghibli, star dello strip tease delle notti meneghine: «Sono stato presidente del consiglio comunale di Trezzano sul Naviglio. Forza Italia, naturalmente. E, adesso, sono pronto alla nuova “rivoluzione”». Tutti insieme, tutti pronti a essere protagonisti del futuro, «per una politica fatta dai cittadini» chiosa Lorella che, dopo la firma, pensa allo shopping.
gianandrea.zagato@ilgiornale.it